Eni, in inverno meno gas alle centrali

I produttori dovranno ridurre l’energia destinata all’esportazione

Paolo Giovanelli

da Milano

Scaroni muove a dà scacco: la mossa dell’Eni di chiedere alle imprese produttrici di energia e ai distributori di metano di indicare quali saranno i possibili consumi del prossimo inverno, chiedendo dei risparmi per non arrivare a intaccare le riserve strategiche come è avvenuto nel febbraio scorso, potrebbe rivelarsi anche una mossa di marketing in grado di spiazzare molti concorrenti. Tutto nasce dal fatto che nell’inverno passato i consumi di gas sono saliti anche perchè le centrali elettriche lo utilizzavano per produrre elettricità da vendere all’estero dove veniva pagata meglio. Ora si cercherà di limitare questo fenomeno, che tra l’altro rientra perfettamente nelle logiche di mercato, ma che incide sulle disponibilità di gas. Anche perchè stanno entrando in funzione nuove centrali elettriche che aumenteranno i consumi.
«La partita sulle forniture di gas» titolava ieri Quotidiano energia, che ha sollevato il caso. Secondo quanto affermava l’articolo on line, l’Eni avrebbe annunciato «un taglio delle forniture dell’ordine del 25-30% rispetto al passato, con prezzi peraltro in aumento». Secondo alcuni grandi acquirenti di gas interpellati dal Giornale, il taglio delle forniture sarebbe in molti casi inferiore, intorno al 10-15% rispetto all’annata scorsa, con una clausola: se i consumi saliranno oltre la soglia prevista il prezzo praticato sarà pari a quello delle risorse strategiche, cioè molto più alto di quello pagato normalmente. Una scelta che difficilmente andrà ad incidere sull’attività dei grandi attori (come Enel o Edison) che possono ricorrere al carbone e all’olio combustibile, ma che potrebbbe toccare quelli di taglia minore che usano il gas per produrre energia e per rivenderlo alla clientela industriale. In questo caso, dovranno decidere se venderlo sul mercato o usarlo nelle centrali: la scelta più probabile sarà la seconda. E i clienti per trovare il metano dovranno rivolgersi direttamente all’Eni che ha gli stoccaggi di modulazione di maggiore capacità. Tra l’altro l’Eni, proprio grazie agli stoccaggi, presumibilmente non dovrà limitare la produzione delle proprie centrali.
Insomma, quest’inverno Scaroni si prepara a giocare da vincitore sia sul fronte del gas, sia su quello dell’elettricità. Ma potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro. Ancora ieri sera un importante manager del settore diceva al Giornale: «Sono anni che chiediamo all’Autorità e al governo di cambiare le regole del gioco degli stoccaggi, le priorità della gestione devono essere altre». E se passerà questa linea la «partita» del gas potrebbe cambiare.