Eni: l’utile in crescita a 2,34 miliardi (+47%) La produzione dell’11%

Scaroni: «Verso il miglior risultato della nostra storia». Intesa in Turchia per la creazione di un oleodotto che collegherà il Caspio al Mediterraneo

da Milano

Titolo Eni in accelerazione ieri a Piazza Affari (più 1,52% a 22,65 euro) dopo la diffusione dei dati trimestrali e l’accordo strategico raggiunto in Turchia. Nel terzo trimestre il Cane a sei zampe ha registrato un utile netto consolidato di 2,34 miliardi in aumento del 47,6%. Ma il dato più eclatante è che la produzione di idrocarburi è cresciuta dell’11% in aumento rispetto a una previsione annua del 5%. L’utile netto per i primi nove mesi del 2005 ammonta 6,68 miliardi, in crescita del 35% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I risultati dell'Eni sono stati realizzati in un contesto di mercato caratterizzato dall'aumento del prezzo del Brent del 48% e del margine di raffinazione del 64%.
«L’Eni si sta avviando al miglior risultato della sua storia - ha affermato al Giornale l’amministratore delegato Paolo Scaroni - quello che fa di noi il record dei record, quando la maggior parte dei concorrenti produce meno. A questi obiettivi siamo arrivati grazie ai progetti sviluppati in passato e alla quotidiana gestione dei pozzi».
I concorrenti nel terzo trimestre: Chevron ha prodotto il 4,3% in più, Conoco Philips il 2,5%, mentre operatori hanno registrato segni negativi. Oltre ai brillanti risultati occorre aggiungere che Eni e il gruppo turco Calik hanno raggiunto un importante accordo per la realizzazione dell'oleodotto che collegherà Samsun, la città sul Mar Nero con Cayhan sulla costa mediterranea della Turchia. La costruzione dell'oleodotto, informa una nota, rappresenta un'alternativa più veloce, economica e sicura dal punto di vista ambientale al trasporto con le petroliere che transitano negli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Il governo turco ha manifestato il proprio sostegno alla realizzazione dell'oleodotto. Eni e Calik realizzeranno studio di fattibilità per il nuovo sistema di trasporto. L'oleodotto sarà lungo 500 chilometri e avrà una capacità di trasporto superiore a 1 milione di barili di olio al giorno.
«L’opera costituisce un by pass del Bosforo, che attualmente rappresenta un imbuto per le navi da trasporto per la congestione del traffico a causa delle dimensione dello stretto e la profondità delle acque, afferma l’amministratore delegato. E i problemi si moltiplicheranno a dismisura quando la produzione di petrolio nel Mar Caspio entrerà a pieno regime». Eni è infatti operatore del giacimento gigante di Kashagan, il più grande giacimento scoperto negli ultimi trent'anni ed è co-operatore del giacimento di Karachaganak.