Eni offre per Distrigaz la rete gas di Roma

da Milano

L'Eni ha offerto «la rete di distribuzione di Italgas a Roma come parte del pacchetto» proposto per ottenere in cambio la società belga Distrigaz che fa capo a Suez. L'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, ha così confermato le anticipazioni del Giornale pubblicate nelle settimane scorse. Suez dovrà infatti cedere la controllata Distrigaz come condizione imposta dalla Commissione Ue per il via libera alla fusione con Gaz de France: in corsa per l'acquisto, oltre all'Eni, ci sono la francese Edf e la tedesca E.On. Scaroni ha quantificato in «circa un miliardo di euro» il valore della rete del gas di Roma, ed ha aggiunto: «Ci sembra interessante, anche alla luce dell'alleanza di lunga data tra Suez e Acea». Quella dell'Eni, secondo Scaroni, «è una proposta gradita tanto ad Acea, quanto al Comune di Roma». Sembra inoltre, secondo indiscrezioni raccolte dal Giornale, che dopo la fusione Suez-Gdf prevista per fine giugno, se Distrigaz dovesse passare all'Eni, i legami tra Acea e il nuovo gruppo dovrebbero fortemente rafforzarsi. E non a caso la possibile alleanza con la nuova super-utility del Nord (Hera-Enìa-Iride) è saltata: Acea avrebbe ormai deciso di fare rotta sui francesi e nel gruppo Suez ci sarebbe una forte corrente a favore dell'accordo con l'Eni che rafforzerebbe la presenza dei francesi in Italia proprio grazie al passaggio della rete gas di Roma dal gruppo italiano a Suez-Gdf.
E non è tutto. Una delle ipotesi sul tavolo prevede che si possa arrivare a una spartizione dei compiti tra francesi e italiani. A Suez-Gdf toccherebbe la produzione di elettricità nelle centrali italiane, l'import di gas e la sua commercializzazione. Ad Acea la gestione della rete romana del gas e forse dell'intera rete italiana del gas che farà capo al nuovo gruppo francese. Non è chiaro che fine farà la rete elettrica e la vendita di energia a Roma, che oggi viene gestita da Acea, ma sembra possibile che la rete resti ad Acea, mentre la commercializzazione passi a Suez. L'utility romana si manterrebbe invece le mani libere per accordi sulla gestione delle acque, che sarebbero possibili proprio con Hera-Iride-Enìa. Iride e Acea dispongono infatti di acquedotti confinanti tra loro che potrebbero essere integrati con ovvi risparmi e migliori servizi.