Eni regina delle aziende italiane Enel e Fiat le conferme, sale Pirelli

Energia e auto si confermano le forze trainanti dell’impresa italiana. Lo dimostra la tradizionale ricerca sulle «principali società italiane» dell’ufficio studi di Mediobanca, edizione 2008, che vede ancora una volta Eni al primo posto tra le società industriali e di servizi, nella classifica per fatturati, seguita da Fiat ed Enel: stesso podio dell’anno scorso. Così come sono rimaste invariate anche le posizioni immediatamente successive, che vedono al quarto posto Telecom, al quinto Gse (Gestore dei servizi elettrici), sesta Finmeccanica e settima Esso. Ottava, grazie al greggio, si inserisce Erg - che era decima - scalzando le Poste, scivolate al nono posto, ricacciando al decimo Riva.
Una «top ten» che vede, dalla prima all’ultima posizione, fatturati superiori ai dieci miliardi. E alla quale si avvicina sempre più la galassia che fa capo a Gilberto Benetton: a seguito del consolidamento integrale del gruppo Atlantia, infatti, Ragione - la finanziaria del gruppo di Ponzano Veneto - guadagna quattro posizioni, salendo dal quindicesimo all’undicesimo posto. Pirelli ne guadagna addirittura nove, grazie all’incremento delle vendite nel settore «real estate» (più 1,447 miliardi) ottenuto grazie all’acquisizione della tedesca Dgag.
E l’aumento dei volumi di vendita regala punti in classifica a Marcegaglia, che guadagna sei posizioni, Bmw (compreso il marchio Mini) e Sevel, che sale di ben 15 «gradini». L’incremento dei prezzi della materia prima spinge Thyssenkrupp, che sale di 18 posizioni: venti ne guadagna De Agostini grazie all’acquisizione di Gtech, e tredici Hera. Ma c’è anche chi scende, addirittura di 38 posti: Ifi passa dal 17° al 55°, per effetto del deconsolidamento del gruppo cartario Sequana Capital. Eni si conferma regina anche della classifica basata sugli utili, seguita ancora da Enel, mentre Telecom e Fiat si scambiano di posto - piazzandosi rispettivamente terza e quarta - rispetto alla «top ten» dei fatturati: seguono Riva Fire, Poste e Parmalat. In coda, le perdite maggiori sono state archiviate da Alitalia - maglia nera con 495 milioni -, Ferrovie di Stato, Sasol Italy, Saeco, Fastweb e Stm.
Mediobanca accende un faro anche su uno dei settori chiave del made in Italy, la moda. Qui la prima posizione è di Valentino, o meglio del fondo Red&Black che lo controlla: 2,146 miliardi di euro il fatturato 2007. Prada sfila per seconda, con 1,614 miliardi, terzo posto per Armani che si attesta a 1,596 miliardi. Re Giorgio si rifà negli utili: 218 milioni, mentre Prada è a 129 e Valentino a 29 milioni. Red&Black è al primo posto nella classifica per incremento dei fatturati, seguito dal gruppo Benetton mentre al terzo posto riappare Armani.
Menzione speciale per le imprese più dinamiche, quelle che nel 2007 hanno segnato un aumento delle vendite di oltre il 20% e un rapporto utili/fatturato sopra il 4%. La maggior parte ha sede nel Nord-Est, anche se le prime due posizioni di questa speciale classifica vanno a due società siciliane: la messinese Aicon (+114% il fatturato) e la palermitana Grimaldi (+98,4% i ricavi, utili al 10,1%).
Nella grande distribuzione si assiste alla brillante performance di Supermarkets Italiani (Esselunga), che passano dal 23° al 20° posto, e di Ikea Italia, salita dal 103° al 91°, grazie all’incremento delle vendite dovuto principalmente all’apertura di nuovi negozi.
Resta invariata, infine, rispetto all’anno precedente,la classifica delle banche italiane. Unicredit (che ha incorporato Capitalia) si conferma quindi in prima posizione per totale dell’attivo tangibile, 996 miliardi, mentre Intesa Sanpaolo - che ha incorporato Sanpaolo Imi - è seconda (547 miliardi) davanti a Monte dei Paschi di Siena (160 miliardi). Per gli utili invece è Intesa (7,250 miliardi) a superare Unicredit (6,566) con Mps terza a 1,437 miliardi.