Eni supera l’esame dei conti e prepara un maxibond

Eni chiude il primo trimestre in calo, ma meno di quanto previsto dagli analisti del settore, e il titolo decolla in Borsa, con un guadagno del 5,07% a quota 15,74 euro. Bene anche le controllate Saipem (+4,83%) e Snam Rete Gas (+1,90%). Il gruppo guidato da Paolo Scaroni ha infatti messo sul tavolo alcune carte che piacciono a Piazza Affari: ha annunciato il closing dell’operazione GazpromNeft che ha portato nelle casse 4,2 miliardi di dollari, l'emissione entro dodici mesi di bond per due miliardi di euro e ha annunciato che il dividend yeld (il rapporto tra valore del titolo e dividendo distribuito) resterà tra i primi del settore anche per il bilancio 2009. E lo stesso Scaroni ha definito «positivi» i risultati raggiunti, «tenuto conto del forte ribasso del prezzo del petrolio e della caduta della domanda di gas in Europa».
Ma cominciamo con i conti al 31 marzo che risentono della crisi economica e della conseguente debolezza dei mercati petroliferi: l’utile netto «adjusted» è risultato di 1,76 miliardi, in calo del 42% sul risultato dello stesso periodo del 2008, anche l'utile netto ha registrato una diminuzione analoga a 1,9 miliardi. Frena la produzione idrocarburi, sia pure solo dello 0,9%, a causa dei problemi in Nigeria e della generale debolezza della domanda. Una situazione che è destinata a proseguire per tutto il 2009, ha detto il direttore del settore Ricerca ed esplorazione, Claudio Descalzi: l’incremento della produzione su base annua che avrebbe dovuto essere intorno al 3%, non sarà invece superiore al 2 per cento. Sulla situazione gas ha fortemente influito l'acquisizione di Distrigaz: così le vendite sono salite del 4,7%, pur in presenza di un andamento asfittico del mercato italiano dove la crisi ha inciso pesantemente sui consumi che sono scesi di 3,78 miliardi di metri cubi. Senza Distrigaz, le vendite di gas in Europa dell’Eni sarebbero calate del 14,3 per cento. Per quest’anno l’Eni prevede il greggio a un prezzo medio di 43 dollari al barile, consumi petroliferi deboli, ma una crescita di quelli del gas. La frenata generale dell’economia provocherà anche un rallentamento degli investimenti nel 2009 rispetto al 2008, che saranno concentrati sulla ricerca e l’esplorazione, per non farsi cogliere impreparati da una possibile ripresa della domanda se l’economia dovesse ripartire.
La crisi inciderà anche sul dividendo: «Non dico che sarà piatto» ha infatti avvertito il direttore finanziario Alessandro Bernini, ma il dividend yeld «sarà tra i più alti tra le compagnie petrolifere, il primo o il secondo del settore» ha promesso. In ogni caso i 4,2 miliardi di dollari incassati da Gazprom per il 20% di GazpromNeft non sono destinati a rimpolpare le cedole: «Non cambia nulla - ha detto Bernini - la nostra strategia sul dividendo è del tutto autonoma dall'esercizio di opzione di Gazprom».
Il cda che si è tenuto giovedì ha anche deciso il varo di una o più emissioni di bond destinati ai risparmiatori per un totale di due miliardi di euro entro i prossimi dodici mesi. Non è stato possibile sapere la durata prevista (anche se un comunicato afferma che l’emissione dei titoli servirà a rimodulare il debito su un periodo più lungo), né quando è prevista l'emissione.