Enia porta in scena frammenti di guerra

Verrà messo in scena domani e sabato al teatro dell’Archivolto, uno spettacolo intitolato «Maggio ’43» con e di Davide Enia, riguardante il dramma dei bombardamenti subiti dai palermitani durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo spettacolo, che andrà in scena alle ore 21, è costruito attraverso una serie di interviste, frammenti e racconti di persone che subirono in prima persona queste tragiche esperienze e, solo per miracolo, sopravvissero.
Da queste narrazioni e memorie raccolte, prende spunto il dramma, che rielabora tutte queste storie tragiche in un solo intreccio, visto attraverso gli occhi di un bambino di dodici anni. «Maggio ’43» è quindi una storia di povertà e mercati neri: prezzi carissimi che non permettevano di acquistare cibo, botte e stupri della milizia fascista, bombardamenti americani che causano morti tra i civili invece che colpire gli obbiettivi militari e la paure dei palermitani dell’epoca per il presente e per il futuro. Tutto questo è «Maggio ’43».
Durante lo spettacolo viene evocato anche un bombardamento notturno con il momento allucinante e spaventoso dell’urlo della sirena d’allarme che sveglia gli abitanti della città terrorizzandoli. Per rendere la narrazione ancora più realistica viene utilizzato il dialetto palermitano, non stretto, nel tentativo di ricostruire le atmosfere del Gattopardo e di rappresentare le famiglie patriarcali, i legami di sangue e le filastrocche che caratterizzavano la Sicilia durante la guerra. Tutto questo è accompagnato dallo swing di un contrabbasso e di una chitarra suonata dal vivo da Giulio Barrocchieri. Uno dei temi più trattati è quello della fame che perseguitava i cittadini di Palermo e della ricerca affannosa del cibo comune in tutto il resto d’ Italia durante la guerra. «Maggio ’43» è dunque un perfetto esempio di teatro-narrazione che riesce a ricreare fedelmente la realtà e tragicità dei fatti attraverso vividi ricordi. Enia si inserisce perfettamente in questa prospettiva crendo un vero spettacolo che lo consacra come uno dei protagonisti della scena teatrale ialiana contemporanea.