Ennesima lite con i vicini, poi li uccide a fucilate

Dopo il delitto l’assassino ha tentato la fuga in auto Bloccato appena fuori dal paese, ha confessato

Pavia - Continue liti sulla gestione condominiale e per questo denunce a più riprese ma anche cause civili in corso. E alla fine Ernesto Nicola, 49enne attualmente disoccupato ed ex guardia giurata, ha deciso di far fuoco con il suo fucile a canne mozze regolarmente denunciato uccidendo, ieri pomeriggio a Voghera, Lorenza Sparpaglione di 68 anni e Renzo Fiori di 80, nipote e zio, proprio nel cortile del condominio della discordia, in via Amendola 14. Una rabbia incontenibile, tanto da non curarsi affatto che, al rumore degli spari, i condòmini si potessero affacciare alla finestra e vedere tutto. Lorenza l'ha colpita al volto con il terzo colpo, lo zio al petto con i primi due. Sparati senza proferire parola. Ed è stata proprio una giovane donna residente a vedere tutto e a comporre, senza perder tempo, il 113. Ma era già troppo tardi. I tre proiettili sono stati fatali. Nipote e zio erano già morti all'arrivo dei soccorsi. Poche ore e l'omicida era in manette grazie alle indagini coordinate dal vice questore aggiunto Mauro Zampiero mentre alla cattura dell’ex guardia giurata hanno collaborato anche i carabinieri.
Poi le testimonianze fiume dei vicini di casa. Quella convivenza, a loro dire, era diventata assolutamente invivibile. Ernesto lo diceva in giro: non gli piaceva per niente come veniva gestito il caseggiato ed era convinto che proprio Renzo e Lorenza, che abitavano in appartamenti differenti, fossero i responsabili dell'ingaggio dell'attuale amministratore di condominio. Sgarbi insopportabili. Tanto da doverli discutere in tribunale. Ma il ricorso alla giustizia non era affatto andato nel modo sperato. Ecco, allora, la causa d'appello la cui udienza avrebbe dovuto tenersi in questi giorni.
Ma, ultimamente, l'assassino aveva anche gravi problemi economici. Era impegnato, infatti, come magazziniere ma solo saltuariamente. Mentre le scadenze di affitto e bollette si presentavano puntuali ogni mese. Un assillo continuo, un incubo che forse può contribuire a spiegare lo stress che l’uomo stava covando nell’ultimo periodo, come raccontano i vicini.
E, poi, c'erano ancora le spese legali del primo grado di giudizio da sostenere. Ma da qui a togliere la vita a due persone nessuno l'avrebbe immaginato. Nemmeno la famiglia, ora senza parole, chiusa in un comprensibile riserbo. Dopo l'omicidio Ernesto ha provato a scappare, con la sua Fiat Punto Blu, in direzione Casteggio. L'hanno bloccato dopo pochi chilometri i carabinieri e condotto a Voghera dal capitano Nicola Melidonis per l'interrogatorio di rito prima delle sbarre nel carcere locale. Messo di fronte alle sue responsabilità l'uomo non ha saputo dire altro che «non ce la facevo più», per poi aggiungere i dettagli, ammettendo tutto.
La giovane donna che ha segnalato la sparatoria che ha visto con i propri occhi è incinta e, appena dopo aver allertato le forze dell’ordine, si è sentita male e i familiari l'hanno dovuta accompagnare nel vicino ospedale. Stato di choc il verdetto ma già ieri in serata la giovane stava meglio.