Ennesima notte di fuoco: bruciano auto e scooter

A Monte Mario danneggiato anche un palazzo Furiosi i residenti: «Un incubo senza fine». Critiche a Veltroni

Alessia Marani

In cenere dodici auto e sedici motorini, fiamme in un palazzo di Monte Mario: ennesima notte di fuoco nella capitale. Colpisce ancora la mano dei piromani. Non più un «gioco d’estate», dunque, ma lo spettro di una strategia ben precisa. E per ora con un’unica conseguenza: quella di creare paura e insicurezza fra i romani, ormai vittime indifese ossessionate dall’incubo di veder bruciare in pochi istanti la propria auto o il proprio scooter. E sabato notte la paura è stata ancora più grande per i residenti di una palazzina al civico 83 di via Suor Celestina Donati, nei pressi di Pineta Sacchetti. Qui il bilancio più pesante della nottata con dieci vetture e quattro motorini distrutti nel rogo. E, soprattutto, il timore che le fiamme, arrivate a intaccare i cornicioni di balconi e finestre, potessero propagarsi ai primi piani. I vigili del fuoco, in questo caso, sono stati costretti anche a transennare l’ingresso del cortile, nella furia generale degli inquilini, alcuni dei quali gli stessi proprietari dei veicoli carbonizzati. «Non possiamo più dormire tranquilli - dicono - è toccato anche a noi, alla fine. Nessuno a Roma può dirsi più sicuro. Abbiamo chiamato i soccorsi, ma quando sono arrivati i nostri mezzi erano già stati divorati nell’incendio a catena». La pensa così pure Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio Sociale cittadino, che attacca direttamente il primo cittadino: «L’immobilismo del sindaco Walter Veltroni - afferma - è a dir poco preoccupante. Già il New York Times ha bollato giorni fa la Capitale come città “infernale” per i suoi cittadini. Sarà un caso, ma in compenso il “major” continua a promuovere e tagliare nastri ai nuovi parcheggi a pagamento. C’è una vocina maligna - conclude Camilloni - che sta insinuando che presto i romani saranno obbligati ad acquistare i posti auto del Comune se vorranno ritrovare integri auto e motorini al risveglio». Critiche anche da An: «Da luglio i cittadini sono ostaggio dei piromani e dell’incapacità delle autorità competenti di risolvere il problema - denunciano i capogruppi in IV e XX municipio, Bonelli e Todini, il vicepresidente del II, De Angelis, il vicepredidente del consiglio del III, Del Prete, il consigliere dell’VIII, Dari e il capogruppo alla Provincia Benvenuti - Avvertimmo il prefetto Serra ad agosto che non esistono più quartieri sicuri e gli chiedemmo azioni di prevenzione efficaci. La triste constatazione è che non è cambiato nulla». Sabato notte il telefono del 115 ha cominciato a squillare a pochi minuti dalle due e gli episodi incendiari sono continuati fino all’alba, con le partenze dei pompieri mobilitate da una parte all’altra della città. La prima segnalazione all’1.47 proprio da Monte Mario. Alle 2.17 in piazza Balzamo Crivelli, a Casal Bruciato, dove bruciano due auto. Alle 2,40 stessa scena in via Amiterno, nel quartiere San Giovanni: un motorino completamente in fiamme e due auto danneggiate. Poco dopo, l’ allarme scatta fuori dal Raccordo, a Ponte di Nona, vicino a via Don Primo Mazzolari. Nel mirino 4 moto e un’autovettura. Alle 5.33 un caso isolato: in via Buzzi, alla Cecchignola viene segnalata un’auto in fiamme. Ma questa è un’altra storia: l’Alfa 164 è stata trovata in una scarpata, vicino a via Nicola Lisi, al Laurentino 38, insieme ad una Mercedes, tutte e due risultate rubate. L’altro caso isolato a Centocelle, in via delle Azalee, dove brucia un ciclomotore e, fortunatamente, appena annerite sul cofano due auto. Gli investigatori insistono: «Non è un unico piromane. Si tratta anche di squilibrati o bande che agiscono per emulazione, per sentirsi importanti, onnipotenti». Sarà ma per i romani è ancora «Nightmare».