Enoteca Iemmallo, per bere bene possono bastare 8 euro

Una valida enoteca milanese? Certo, a ridosso di via Torino: Iemmallo, 02. 72000635, enotecaiemmallo.it, con sede in via Cardinale Federico, laterale della Biblioteca Ambrosiana. Gli Iemmallo, padre, madre e figli ovvero Nicola, Annina, Alessandro e Marina, sono importatori, enotecnici, rivenditori e sommelier, lì dal 1981. Ambienti raccolti, quasi 4mila referenze, un quarto di superalcolici.
Piace Iemmallo per il calore umano. Entri e ti senti a tuo agio e non ti spaventi perché, garantiscono Annina e Marina, «si può bere bene spendendo 7/8 euro grazie a piccoli produttori come La Rotonda e Barboglio De Gaioncelli in Franciacorta e, in Valtellina, la cantina sociale Villa & Bianzone». La bottiglia più cara? Il millesimo 1997 di Château Petrus a 1.160 euro. Io sono contento dei 15,90 pagati per il Primitivo di Manduria 2004 di Giuseppe Attanasio a Manduria, terra, uva e vino di Puglia, un superbo rosso che mi farà sentire ancora in vacanza.
In 27 anni gli Iemmallo hanno visto cambiare il loro quartiere. Quando aprirono, le case erano popolari, ma dalla Borsa uscivano fior di signori facoltosi, da tempo un ricordo. È cresciuta però la qualità dei residenti, ma i supermercati fanno concorrenza e l’ecopass scoraggia molti, compensati però da internet. Il vino vive.