Enrico Krzysztofik

Aveva trentaquattro anni questo cappuccino polacco, sacerdote e padre guardiano del convento di Lublino. Fu arrestato dalla Gestapo nel 1940 e deportato nel lager di Dachau. Qui morì sotto tortura due anni dopo. Padre Enrico Krzysztofik erano nato nel 1908 ed era entrato nell’ordine cappuccino nel 1927. Nel 1933 era stato ordinato sacerdote. Da qualche tempo era anche direttore degli studi nel suo convento. Questo martire è stato beatificato nel 1999. Anch’egli vittima della barbarie nazista. Barbarie? No, questo termine è solo buono per la retorica dei politici. I nazisti erano anche troppo tecnologicamente avanzati e burocraticamente impeccabili, la loro macchina amministrativa era perfetta e così tutto il resto. Semplicemente, portarono all’estrema conseguenza logica il volto oscuro della modernità, con quei suoi “diritti dell’uomo” che non valgono per quelli che si è ideologicamente deciso di non classificare tra gli uomini. Basta avere il “consenso” delle “maggioranze”, ottenuto a suon di propaganda. E non cambia molto se quest’ultima è “di Stato” o “mediatica”. L’ultimo libro del compianto Wojtyla, Memoria e identità, è proprio un grido di avvertimento, il finale di un papa che, forse più di ogni altro, ha compreso l’essenza della modernità. Ed è un avvertimento alle “civili” democrazie occidentali, tanto premurose con le minoranze (vocianti) da aver perso di vista anche il buon senso. Quel “volto oscuro” non è mai morto, anche se lo si è regolarmente processato. Anzi, lo “Stato etico” sta rialzando la mostruosa testa dovunque, e solo chi non vuole vederlo non lo vede. www.rinocammilleri.it