ENRICO MONTESANO «...È permesso? Ecco la mia satira»

«Farò una raccolta di firme per fare Veltroni santo subito Poi lo faremo diventare imperatore»

Portavoce di quel concentrato di istanze silenziose, ma logoranti che la gente può solo trattenere nella pancia e nella testa, il mattatore Enrico Montesano, da questa sera al Teatro Manzoni, è protagonista di «...È permesso?», uno spettacolo di puro divertimento e di grande forza ironica. Scritto a più mani dallo stesso comico romano, da Enrico Vaime, Adriano Vianello con la collaborazione di Max Greggio e David Lubrano, «...È permesso?», attraverso una lente non buonista, non cattivista ma «paraculista» affronta alcuni temi cosiddetti tabù, senza lasciare spazio alla visione «politically correct». Montesano bandendo l’ipocrisia ha l’occasione di dire sulla scena verità scorrette e non conformi, «cercando di svecchiare e di incoraggiare un’Italia culturalmente arroccata sui principi di perbenismo e di fasulla ipocrisia - dichiara Enrico Montesano -; in effetti, in pochi hanno la possibilità di esternare i loro dissensi: ditemi chi, ad esempio, ha il coraggio di lamentarsi della Magistratura. Io voglio dare voce alle proteste della massa ridendoci sopra e promuovendo un clima allegro e simpatico nell’affrontare i problemi». Il mattatore sensibilizza le platee a non vergognarsi di essere italiane, le esorta a vivere con dignità attraverso la sua satira pungente e stimolante. Giunto al secondo anno di tournée, Montesano continua a raccogliere consensi. «I giullari hanno sempre detto ciò che pensavano. Non per questo la società cambia e il comico non può sostituirsi a un governante; nemmeno è mai successo che qualcuno si dimettesse per una battuta di satira. Oggi per essere ascoltati, occorre essere Capitan Ventosa e denunciare le ingiustizie a Striscia la notizia». Gli argomenti trattati sono i più dibattuti, dalla politica al problema degli extracomunitari che pur ospiti, impuniti, la fanno da padrone; la presenza dei musulmani: senza prendere posizione alcuna e senza offendere Montesano esamina la società italiana con ironia mantenendo, per le due ore di spettacolo, l’equilibrato punto di vista del buon senso. Accompagnato da una band jazz che esegue le musiche dal vivo, da quattro attori-cantanti e da quattro ballerine, il comico offrirà allo spettatore un po’ di «sano, sacrosanto, onesto, peggio di sé». «I bersagli sono sempre gli stessi: ad esempio farò una raccolta di firme per avere Veltroni santo subito. Del resto i comunisti stanno a sinistra perché c’è lui e quelli di destra hanno deciso di starsene lì perché a sinistra c’è sempre lui. Poi lo faremo diventare imperatore e poi ancora Papa, perché no? In Italia bisogna essere liberi e proprio per questo ho cercato di coinvolgere il pubblico proponendo un finale interattivo; per concludere, lo spettatore avrà tre canzoni da scegliere: una buonista, l’altra cattivista e la terza «paraculista». Quando debuttai la platea è stata per parecchio tempo favorevole alla canzone cattivista; oggi sembra che si siano mitigati un po’ i toni e la gente sia tornata a sperare. Questa sarà l’ultima tournée di Montesano, un comico che si commuove ancora sentendo l’inno nazionale, che ride di fronte a coloro che dichiarano di non amare le guerre, i classici «pacifinti» e che probabilmente si consacrerà al progetto di una scuola di educazione teatrale a Roma.
«...È permesso?»
Teatro Manzoni
da oggi 2 dicembre feriali ore 20.45, festivi ore 15,30 ingresso: 32,00-34,00