Enron, 6 anni di carcere per l’ex direttore finanza

Andrew Fastow ha però ottenuto uno sconto di pena: decisiva la sua confessione sul crac

da Milano

Sei anni di carcere, più un biennio da trascorrere in comunità: se l’è cavata a buon mercato Andrew Fastow, l’ex direttore finanziario di Enron, il colosso energetico finito in bancarotta nel 2001 in seguito alla disinvolta gestione contabile dei propri vertici. Nell’emettere la sentenza, il giudice ha ieri riconosciuto all’imputato uno sconto di pena rispetto ai dieci anni di prigione che lo stesso Fastow aveva patteggiato un paio d’anni fa, quando aveva deciso di ammettere le proprie colpe.
Il giudice ha evidentemente voluto premiare lo spirito collaborativo di Fastow e la sua volontà di aiutare le vittime a recuperare almeno parte del denaro perso dopo la débâcle in Borsa della Enron. Complessivamente Fastow ha restituito oltre 24 milioni di dollari, mentre altri 5 milioni sono giunti da familiari e amici.
In questi giorni era previsto anche il processo a carico dell’ex presidente della Enron, Kenneth Lay, morto improvvisamente lo scorso maggio. Un anno prima della scomparsa, Lay era stato giudicato colpevole e rischiava una condanna fino a 165 anni di carcere. Ancora più critica è però la posizione di un altro imputato eccellente, Jeffrey Skilling, che comparirà in aula il mese prossimo: rischia di finire dietro le sbarre per i prossimi 185 anni.
Quanto a Fastow, la cui testimonianza è stata fondamentale per arrivare alle condanne di Lay e Skilling, il processo ha permesso di ricostruire il modo in cui Enron aveva occultato nel corso degli anni - attraverso due entità esterne, chiamate Ljm1 e Ljm2 - l’altissima esposizione debitoria. Fino a quando, non potendo più nascondere la situazione, i vertici avevano cercato di vendere la società, il cui valore borsistico era di 100 miliardi di dollari, alla rivale Dynegy per 9 miliardi. Acquisizione che sfumò non appena i vertici di Dynegy riuscirono a mettere le mani sui libri di Enron, scoprendone gli imbrogli contabili e la situazione fallimentare. Lay e il management del gruppo energetico furono quindi costretti a dichiarare bancarotta. Migliaia di dipendenti Enron vennero in seguito licenziati. Molti, oltre a perdere il posto, si ritrovarono tra le mani azioni della società per cui avevano lavorato che valevano quanto la carta straccia.