Enron, il vertice era colpevole

Il processo al fondatore Kenneth Lay e all’ex amministratore delegato Jeffrey Skilling

da Milano

Enron, giustizia è fatta. Kenneth Lay e Jeffrey Skilling, i due principali responsabili della più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti, sono stati giudicati colpevoli alla fine del processo a Houston.
Il verdetto è arrivato dopo sei giorni di camera di consiglio. Ora il fondatore del colosso energetico texano e l’ex amministratore delegato, che hanno sempre protestato la loro innocenza cercando di riversare le accuse su ex dipendenti della compagnia, rischiano, oltre a una multa di milioni di dollari, condanne da capogiro: rispettivamente 165 e 185 anni. Conosceranno la sentenza, per uno scherzo del destino, l’11 settembre, anniversario della tragedia americana per eccellenza.
Anche per Enron, d’altronde, tutto è cominciato nel 2001. Quando agli occhi degli investitori il colosso dell’energia godeva di ottima salute, ma il quadro visto dal di dentro era invece ben diverso. I debiti continuavano a crescere e i vertici aziendali, sempre più preoccupati che gli investitori potessero averne sentore, incitavano i sottoposti a trovare modi per nasconderli. Così, il direttore finanziario Andrew Fastow - la cui testimonianza è stata poi cruciale per la condanna di Lay e Skilling - aveva creato due entità esterne, ribattezzate Ljm1 e Ljm2, e le aveva utilizzate per nascondervi il debito della Enron.
Finché, ormai vicina al collasso, la dirigenza ha cercato di vendere l’azienda, che aveva una capitalizzazione di mercato di oltre 100 miliardi di dollari, alla ben più piccola rivale Dynegy per 9 miliardi. Ma una volta avuti in mano i libri contabili, i vertici della Dynegy avevano fatto immediatamente dietrofront lasciando al colosso di Houston un'unica strada: quella della bancarotta. Seguivano il licenziamento di migliaia di dipendenti e perdite per gli investitori di oltre cento miliardi di dollari.
Nel gennaio 2002, mentre Wall Street è squassata dagli scandali a catena, veniva aperto il procedimento penale e il Dipartimento della giustizia avviava le indagini. Intanto la famosa società di revisione Arthur Andersen ammetteva di avere manipolato e distrutto documenti del gruppo.
Ce n’è abbastanza per far entrare la parola Enron nella storia: ancora oggi viene usata come sinonimo di truffa nel lessico corrente.