Enti locali in rivolta. E intanto sprecano

Cofferati si rifiuta di votare il bilancio. Ecco le nuove spese pazze in viaggi e consulenze

Paolo Bracalini

da Milano

Enti locali che piangono miseria per una Finanziaria «lacrime e sangue», che li costringerà a malincuore ad alzare aliquote e imposte, ma che poi non lesinano su consulenze strapagate, affitti a vuoto, finanziamenti fantasiosi, uffici di rappresentanza all’estero, sprechi vari. Al top ci sono le province, gli enti meno utili in rapporto alla spesa. Quella di Torino, guidata dalla Margherita, ha voci che sembrano sottratte al bilancio di una Ong internazionale, come si ricava dal variopinto inventario che ha raccolto il gruppo consiliare di An.
Per esempio i torinesi non sanno forse di finanziare la ricostruzione dei bagni pubblici di un paesino del Vietnam, la ridente Hong Thai, con uno stanziamento di 5mila euro. O di versare 25mila euro per la manutenzione di certi palazzi a Cuba, e di altri 10mila euro per l’aggiornamento professionale dei macellai in Argentina, oppure dei 20mila euro per «100 città per 100 progetti» in Brasile, 10mila euro per «Lotta e sensibilizzazione all’Aids» nel distretto di Samburu in Kenya, 5mila euro per il progetto «Una casa per gli anziani di Adwa» in Etiopia.
La Regione Puglia crede così tanto nella «internazionalizzazione» che, dopo essersi fatta una sede di rappresentanza a Bruxelles, comprando un immobile da 800 metri quadrati per un totale di 3 milioni di euro (la nuova «Casa Puglia»), si è impegnata in una vasta operazione di immagine anche presso i tedeschi. Così a fine ottobre ha mandato una delegazione a Berlino per promuovere il made in Puglia, con un conto finale così articolato: concerto di musica classica da 12.500, buffet di prodotti tipici pugliesi per 120 persone da 22mila euro, due convegni per altri 21mila euro. Bruscolini rispetto agli sprechi della Regione Campania che sta ancora pagando l’affitto di un palazzo e di un piano in un grattacielo del centro polifunzionale di Napoli, presi per far posto alle nuove commissioni speciali che però, finora, in quegli uffici non si sono mai riunite. Alla faccia dell’esborso complessivo di 421mila euro. La Regione di Antonio Bassolino ha altri record nel settore sprechi, a cominciare dal numero di impiegati nell’Ente. Rispetto alla Lombardia, con 3.435 dipendenti a fronte di 9milioni di residenti e un ufficio di presidenza con 109 tra dirigenti e impiegati, Antonio Bassolino può contare su 7.400 dipendenti a fronte di una popolazione che è quasi la metà di quella lombarda, e ha un gabinetto con 385 dipendenti (praticamente il quadruplo di Formigoni).
Il sindaco di Bologna Cofferati, per continuare nell’elenco, è in trincea contro i tagli della Finanziaria. Per protesta ancora ieri si è rifiutato di approvare il bilancio comunale nei termini previsti e di entrare in esercizio provvisorio. Ma a fine ottobre il suo Comune ha trovato senza problemi i fondi per finanziare il festival dell’orgoglio transessuale «GenderBender». Chissà qual è il segreto per far quadrare i conti sommando tagli a sprechi. Uno ce l’ha proprio il governo: «Gli enti locali con i conti in rosso? - si chiede Vincenzo Visco - Per me dovrebbero fallire, peccato che il sistema giuridico non lo consenta».