Entrare nell’aula del processo Mussolini per non annoiarsi sotto i minareti europei

Ecco i libri che la redazione cultura del Giornale ha letto per voi e che vi segnala, divisi per categorie serie e semiserie.
DA NON PERDERE
Metropoli per principianti di Gianni Biondillo (Guanda, pagg. 207, euro 12). Tutto quello che volete sapere sugli architetti, e l’architettura, e che nessuno ha avuto il coraggio di dirvi. Ovviamente raccontato con lo stile pungente di Biondillo che si muove agile tra citazioni colte, letteratura e scienza del costruire. Il risultato è un libro che aiuta a capire meglio le città in cui viviamo e in cui vivremo.
SE VI FOSSE SFUGGITO
Il processo Mussolini di Paolo Pavolini (Betelgeuse, pagg. 319, euro 16,90). E se Mussolini, invece di essere giustiziato sommariamente, fosse stato processato? Un «se» su cui si interrogò negli anni Settanta Paolo Pavolini, intellettuale complesso, controcorrente e incompreso. Ne nacque un bellissimo libro di «fantastoria» che l’editoria italiana ha dimenticato. Ce lo ripropone adesso la Betelgeuse, piccolo editore con il gusto delle chicche.
DA COMODINO
Ossessione di Shobhaa Dé (Tea, pagg. 259, euro 10). L’autrice è la regina del romanzo indiano ad alte tirature. Trame rutilanti e in stile Bollywood che fanno andare in sollucchero le ragazzine indiane. Ossessione ha tutte queste caratteristiche, oltre a una buona dose di morboso. Se si ha il gusto del pop può divertire. Per comodini che si rifiutano di credere che l’India sia quella di un tempo.
DA TASCA
Shangri-La di Lawrence Osborne (Adelphi, pagg. 52, euro 5,50). Un viaggio in Tibet sulle tracce di una mitica città, immaginata dalle fantasie utopiche degli occidentali e resa realtà dal cinismo dei tour operator cinesi. Per taschini un po’ disillusi.
DA CESTINO
Noi musulmani europei Tariq Ramadan (Datanews, pagg. 111, euro12). La versione dialogante di Ramadan. Un librino disseminato di buonismo e di idee inevitabilmente condivisibili. Esiste un Ramadan diverso e molto più aggressivamente filo arabo. Quello non è per nulla condivisibile ma, almeno, non annoia.