«Entro il 2013 record di Coppe Euroleague»

La meta il 2013, anno del centenario. Intanto la Pro ha festeggiato cinquant’anni dalla conquista del primo titolo. Correva l’anno 1959: sette rechelini, Lavoratori, Guidotti, Giraldi, Maraschi, Pizzo, Cevasco e Giraldi, più il «foresto» Merello conquistano a Trieste il primo storico tricolore biancoceleste. Era l'inizio di una «dittatura» sportiva protrattasi fino al 1974, con 14 scudetti in 16 stagioni, e la Coppa dei Campioni nel 1964. Vedere Eraldo Pizzo (oggi 71 anni, ma non li dimostra), ed alcuni di quei ragazzini terribili, ricevere dall’attuale Sindaco di Recco Dario Capurro una medaglia a ricordo di quello storico scudetto, fa accapponare la pelle. E pensare che il seme gettato da quel meraviglioso sette, con il compianto Piero Pizzo in panchina e l’indimenticabile Antonio Ferro al timone della società, è entrato nel dna di due ragazzini che si cimentavano nelle giovanili: Gabriele Volpi, oggi presidente, e Gianangelo Perrucci, oggi presidente onorario.
Una storia meravigliosa, senza dubbio, ancor più emozionante se scandita dalle parole di Alfredo Provenzali, che presso lo stand della Ferretti Group al Salone Nautico, ha raccontato «della sua» Pro Recco, di quello sport senza dubbio «per pochi intimi» ma che riempiva la scogliera di Punta Sant’Anna.
Oggi la Pro Recco che si accinge a disputare il campionato numero 91 è tutt’altra cosa: «Pensavo di aver visto a Barcelona nella Final Four di Euroleague del 2008 – racconta il Caimano Eraldo Pizzo – il più forte Recco di sempre. Mi sbagliavo: quest’anno la formazione di Porzio è straordinaria». Certamente gli arrivi di tre nuovi «oriundi» Figlioli, Premus e Buric, e di due campioni del mondo serbi, Nikic e Filipovic, fanno del team ligure una potentissima macchina da guerra. «Il nostro obiettivo è di arrivare al 2013 – chiosa il presidente Volpi – con sette coppe di Euroleague in bacheca, per equagliare il primato del Mladost di Zagabria, unica formazione ad averne vinte tante. E non possiamo perdere questo treno che ormai ha una cadenza contata».
Ma c’è chi dice che la Pro Recco monopolizzi il mercato. «La mia convinzione è che siano solo gelosie – continua il presidente -. Le società che si lamentano perché vendono? Quest’anno avendo un’eccedenza di atleti, abbiamo ceduto molti giocatori a società dirette concorrenti (non faccio nomi per correttezza), ma qualcuno li ha rifiutati». Ma il Recco pensa anche ai giovani campioni da costruire in casa. «Nasce la Fondazione Pro Recco – continua il numero 1 biancoceleste – che avrà come scopo aiutare la società economicamente. Verrà ricostruita la piscina di Punta Sant’Anna, ma sul piatto della bilancia chiediamo al Comune di poter costruire box e parcheggi sotterranei nella zona a mare, in modo da poter garantire alla Pro Recco un’autonomia economica duratura. Caso mai non per fare squadroni, ma per assicurare alla società un’attività anche sociale duratura. La speranza è che il Comune supporti quest’idea. A questo punto potremmo dire di avere una piscina e di mettere in pratica un programma per i giovani». Il sogno, dunque, continua...