«Entro l’anno raddoppio in Cina»

Il numero uno di Pirelli Tyre, Gori: «Vicino al completamento il secondo stabilimento nel Paese asiatico: produrrà pneumatici per auto»

nostro inviato a Dubai

«Il 2006 è stato un anno complessivamente positivo e credo che Pirelli Tyre possa distinguersi, tra i concorrenti, come l'unico che migliorerà i risultati rispetto al 2005». A poche settimane dal cda chiamato ad approvare i conti dell'intero 2006, l'amministratore delegato di Pirelli Tyre, Francesco Gori, fa un primo bilancio delle attività del gruppo (le stime degli analisti parlano di una redditività in aumento di oltre il 9%) e delinea le sue strategie. Nella stessa giornata in cui l’azienda annuncia il successo di un prestito sindcato da 500 milioni poi diventati 675 per l'elevato numero di adesioni ricevute.
Gori parla da Dubai, negli Emirati, dove con il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, ha tenuto a battesimo il capostipite di una nuova generazione di pneumatici ad altissime prestazioni e adatto a vetture sportive da 60mila euro in su. Si chiama PZero e in Italia sarà introdotto nelle prossime settimane. Il prezzo di un set varia da 700 a 2.500 euro. «La presenza del dottor Tronchetti Provera è significativa». dice Gori. Fu proprio lui a lanciare, 13 anni fa ad Amsterdam, il prodotto PZero System, simbolo della svolta del gruppo dopo le disavventure tedesche (le fallite nozze con Continental, ndr).
Dottor Gori, come procede la crescita di Pirelli Tyre sui mercati emergenti?
«La prossima tappa sarà ancora la Cina dove, entro l'anno, completeremo il secondo impianto: produrrà pneumatici per auto e affiancherà il sito destinato alle gomme per i camion. In Cina l'integrazione con il personale locale continua senza problemi. Stiamo imparando a diventare "cinesi"».
E sull'India avete progetti?
«In India lo sviluppo delle infrastrutture è piuttosto arretrato rispetto alla Cina e il mercato degli pneumatici radiali è ancora limitato. Stiamo analizzando le opportunità di ingresso in quel Paese con il chiaro scopo di avere il pieno controllo delle attività, senza compromessi. Ma è ancora presto, rimaniamo alla finestra».
La Romania sembra invece il vostro polo nell'Europa dell'Est...
«Lì abbiamo una joint venture con Continental per la produzione delle cordicelle metalliche, componente essenziale degli pneumatici. Nel 2006 abbiamo inaugurato una fabbrica che, a regime, garantirà 4,5 milioni di gomme l'anno. E poi c'è Pirelli Ambiente con i filtri anti-particolato».
Negli Stati Uniti, nonostante il mercato in crisi, siete cresciuti di 2 cifre e anche dal Sudamerica arrivano buone notizie. India a parte, per chiudere il cerchio vi manca la Russia...
«La Romania, in questo momento, è più vicina all'Europa come mentalità. La Russia resta un mercato difficile per chi vuole investire in una fabbrica».
Avete in previsione accordi con altri costruttori?
«Abbiamo colto le occasioni che si sono presentate sul mercato cinese e, come detto, guardiamo all'India. Seguiamo con attenzione i settori della componentistica e dei servizi».
In 5 anni Pirelli Tyre ha investito complessivamente oltre un miliardo…
«Abbiamo aumentato la nostra capacità produttiva nei mercati a maggiore crescita. Inoltre in ricerca e sviluppo gli investimenti rappresentano il 4% del fatturato, livello che i concorrenti non raggiungono: Michelin e Yokohama, a esempio, sono fermi, rispettivamente, al 3,7% e al 3,2%».
La quotazione: Tronchetti Provera ha detto che per il 38,9% in mano alle banche i tempi sono ancora lunghi. E che questo darà agli investitori la possibilità di apprezzare le performance dell'azienda…
«Pirelli Tyre deve continuare a fare risultati e produrre cassa, come del resto sta avvenendo. È su questo che siamo concentrati».