«Entro tre settimane chiuderemo l’inchiesta»

Borrelli: «Poi toccherà alle Commissioni federali, decideranno tutto entro il 20 luglio»

Enrico Lagattolla

da Milano

«Abbiamo tre settimane di tempo». Francesco Saverio Borrelli, nuovo direttore dell’Ufficio indagini della Figc, non intende perdere tempo. Tre settimane per valutare il materiale ricevuto dalla Procura di Napoli e trasmetterlo, con una breve relazione, al Procuratore federale. A quest’ultimo spetterà decidere se deferire le persone coinvolte alle Commissioni giudicanti. «E le Commissioni - spiega il magistrato - dovranno esprimersi entro il 15-20 luglio». La macchina della giustizia sportiva, dunque, si è messa in moto. E se per il commissario straordinario Guido Rossi «non si fermerà davanti a niente e a nessuno», per il nuovo capo dell’Ufficio indagini sarà anche «rapida».
Complice la necessità di stilare i calendari per la prossima stagione (sia italiani che europei), l’ex procuratore generale di Milano ha fissato un’agenda serrata. Il primo appuntamento è previsto già per lunedì, a Roma, dove si terrà una riunione tra Borrelli e i suoi sei vice per valutare «la mole notevole di documenti» consegnata dai pm di Napoli, e «che contiene atti importanti» ai fini della giustizia sportiva.
Si tratta di supporti informatici che contengono «tutti gli atti che i magistrati napoletani hanno ritenuto di darmi», ha spiegato Borrelli. Atti che saranno passati al setaccio, ma che consentono fin da subito all’ex capo del pool di Mani pulite di affermare che l’indagine dovrebbe riguardare «tutte le persone di cui si sta occupando la Procura di Napoli».
Lunedì, quindi, sarà decisa anche la strategia di lavoro, in vista anche degli interrogatori - se ritenuti necessari - delle persone indagate a Napoli, che al momento sono 41 (tra queste nove arbitri e undici assistenti); poi, entro 21 giorni, sarà consegnata la relazione dell’ufficio indagini e, come spiega lo stesso Borrelli, «sarà compito del procuratore federale inquadrare i fatti nelle fattispecie della giustizia sportiva, dar loro l’esatta qualificazione».
Poco o nulla di diverso da quanto accade nella giustizia ordinaria, quando gli inquirenti, dopo aver verificato la sussistenza delle accuse, dispongono la citazione diretta dell’imputato davanti a un giudice.