Enzo Biagi ossessionato da Berlusconi anticomunista

Enzo Biagi è tornato sulla pagina domenicale di Corsera. Ci mancava molto, mancava soprattutto allo scherno sistematico dell’anticomunista viscerale di Arcore reo di «tirar fuori lo spettro della falce e martello tutte le volte che è in difficoltà». Quanto ai leader comunisti italiani «niente a che vedere con gli 80 milioni di morti di Stalin nell’Europa dell’Est». Essi - secondo il convalescente Enzo - sono rimasti sempre distinti e distanti anni luce dai misfatti della Unione Sovietica... Allora, si domanda Biagi, che cosa di male hanno fatto a Berlusconi? Risposta facile, facile. Per fortuna poco o niente per il semplice fatto che gli italiani li hanno tenuti alla larga dal Potere. Altrimenti coi Longo, i Pajetta e i Cossutta al governo sarebbe successo quello che è avvenuto nei Paesi dell’Est europeo. Quanto ai valori della Resistenza, di marca comunista, il nostro non fa cenno, nei suoi sermoni, a chi ha dato il la alla Liberazione. Glielo ricordiamo. Il sacrificio di uomini - circa 250.000 sono gli Alleati morti per noi - che a partire dal 10 luglio del ’43 hanno dato vita alla resurrezione dello spirito di un popolo incapace di liberarsi da solo dalla dittatura fascista.