Enzo, Silverio e gli altri vite perse per l’«Amianto»

La pièce di Pesce s’ispira alla vicenda di Mantovani, ucciso dalla fibra killer

Ulderico Pesce, lucano, è attore e autore. Dopo Storie di scorie e Asso di monnezza la sua nuova battaglia è contro l'amianto killer, fibra duttile e «maledettamente a buon mercato», utilizzata nelle fabbriche fino al 1992, nonostante i primi morti accertati risalgano alla fine dell' Ottocento. Per questa anteprima milanese al festival «Naturalmente Arte», Pesce muove dalla storia di un operaio della Scala, morto nel 2000 per un mesotelioma pleurico che anche il tribunale, con una sentenza di primo grado, ha ricollegato al suo lavoro, condannando il teatro ad un risarcimento dei familiari.
Pesce, la sua nuova battaglia in teatro colpisce la «fibra killer».
«Enzo Mantovani ha manovrato la “Pattona” (tagliafuoco in amianto sul retro del palco, ndr), della Scala per 26 anni: adorava la lirica, collezionava foto e autografi dei protagonisti. Amava il suo lavoro che invece lo ha ucciso. Ad ogni Traviata in scena, piangeva al dramma di Violetta, uccisa dalla tisi, ma non immaginava che ascoltandola ogni sera, da dietro le quinte, anche lui stesse cominciando a morire, ogni sera un po’».
Dove ha raccolto le storie?
«Per la vicenda di Mantovani c’è una sentenza del tribunale del lavoro che ha calcolato un risarcimento ai familiari di 202mila euro fra danni biologici e morali. La sua storia farà da canovaccio ad altri casi. Ho cominciato 4 anni fa: interviste, atti processuali. Mi piacerebbe coinvolgere sul palco anche vedove e familiari delle vittime. Allo spazio Mil, in una sede così evocativa, con il maglio della Breda sulla scena, faremo il primo passo: ci sarà anche la storia di Silverio, che lavorava proprio qui: l'amianto gli ha strappato la voce. Altre vicende vengono dalla Fincantieri di Monfalcone e da una fabbrica di eternit a Casale Monferrato».
La sua battaglia per l'introduzione del reato ambientale nel codice penale non poteva essere più attuale con la situazione dei rifiuti in Campania: come prosegue?
«Bene, siamo a mille firme e solo all'inizio. A fine giugno riprenderò a girare con Asso di Monnezza».
Lei combatte le sue battaglie in teatro: mai avuto problemi?
«Un sacco! Minacce, auto bruciate, omertà. Ma il teatro è ancora d’élite e fa meno rumore, se portassi i miei lavori in tv sarebbe diverso».
In tv Julia Roberts prese l'Oscar per Erin Brockovich: si sente una declinazione nostrana del personaggio?
«Perché no? Queste battaglie sono scritte nel Dna mio e della regione da cui vengo, povera e combattiva».
Amianto
Ore 18, solo oggi
Spazio Mil
via Granelli, Sesto S. Giovanni