E.On prepara la controffensiva su Endesa

da Milano

E.On al contrattacco contro Enel, forse su due fronti, quello finanziario e quello legale. Data ormai per spacciata nella battaglia per la conquista della spagnola Endesa, la società tedesca vuole dare il via a una serie di ricorsi contro l’atteggiamento delle autorità spagnole che avrebbero spianato la strada agli italiani, scrive El Pais, mentre secondo il settimanale Der Spiegel la banca di investimenti Goldman Sachs ha proposto al gruppo guidato da Wulf Bernotat di rastrellare azioni Enel detenute dai fondi fino al 25% del capitale, creando così una minoranza di blocco che potrebbe condizionare le decisioni della società italiana, ma soprattutto creando le condizioni di uno scambio, in cui Enel cederebbe le azioni di Endesa in cambio di quelle proprie.
Né E.On né Goldman Sachs hanno commentato la notizia ed è anche difficile pensare a uno scambio simile, ma sarà curioso vedere come reagirà domani Piazza Affari di fronte all’ipotesi. Né, visto che non ci sono commenti ufficiali, è possibile sapere se davvero E.On metterà in pratica il consiglio di Goldman Sachs: secondo lo Spiegel, in ogni caso, la decisione dovrebbe essere presa settimana prossima. E.On ha comunque tutti i mezzi finanziari per lanciare un attacco a Enel, ma deve però tener presente che esiste una clausola di gradimento che potrebbe limitare i diritti di voto al 3 per cento. E a quel punto i tedeschi si troverebbero «inchiodati» al 25% di una società in cui contano solo per il tre.
Il ricorso alle vie legali appare il più probabile: secondo El Pais i legali dello studio Perez Llorca e gli advisor della banca Hsbc starebbero studiando una strategia facendo leva sulle dichiarazioni del ministro dell’Industria Joan Clos, che ha difeso una «soluzione» spagnola per Endesa, senza però mai menzionare l’Enel. Tant’è vero che finora per la Spagna si parla di una «strategia di pressione», più che di un’azione legale vera e propria. Ed è possibile che la fuga di notizie sulla proposta di Goldman Sachs faccia parte della stessa linea.
La partita per i tedeschi è veramente difficile: gli osservatori fanno notare che ogni Stato ha messo barriere, più o meno nascoste, all’ingressso indesiderato di gruppi stranieri nel proprio Paese. Non solo gli spagnoli con l’obbligo di gradimento del governo e della Cne, o gli italiani con il limite di voto al 3%, ma anche la stessa E.On contiene una «pillola avvelenata»: è la controllata Ruhrgas, che potrebbe essere scorporata nel caso di ingresso indesiderato di un azionista rilevante in E.On, riducendo così in maniera pesante il valore delle azioni appena acquistate.