Epidemia di meningite spaventa il Veneto

Un quindicenne ha perso la vita.
Un virus molto potente spaventa la
regione. Il contagio parte dal trevigiano.
Altri 30 giovani ricoverati in ospedale, cinque casi sono gravi<br />

nostro inviato a Treviso
Un ragazzo quindicenne è morto, una giovane di trent'anni è in fin di vita, altri quattro sono ricoverati (due in condizioni serie), almeno un'altra trentina di persone viene sottoposta a una specifica profilassi antibiotica. Sono sei i casi di un'epidemia di meningite fulminante che si sta diffondendo da una settimana nella provincia di Treviso, ma della quale si è avuta notizia soltanto l'altro giorno quando l'assessore veneto alla Sanità, la leghista Francesca Martini, è intervenuta per tranquillizzare i trevigiani ma anche per sollecitare visite mediche per una precisa categoria di persone. Cioè le centinaia di giovani che sabato scorso si sono fatti una (o più) birre alla birreria Kaltenberg di Pederobba.
Gran parte di chi ha contratto l'infezione, infatti, è accomunata dall'aver passato la serata nel locale. Era lì Theodoros Kosmatos, 15 anni, che abita con la famiglia (papà greco e mamma dominicana) a Pieve di Soligo, studente in un istituto per il turismo a Conegliano, morto mercoledì. Si era sentito male in mattinata a scuola: febbre, brividi, dolori; nel pomeriggio si era aggravato, la sera un'ambulanza l'ha trasportato in ospedale, all'una di notte era in rianimazione, alle quattro è spirato. L'autopsia ha confermato la terribile ipotesi: infezione da meningococco del sangue che in poche ore ha devastato gli organi vitali.
Era alla Kaltenberg anche un suo amico diciottenne di origini sudamericane, ora ricoverato a Conegliano, che aveva bevuto dallo stesso boccale. Altri casi sono stati segnalati a Conegliano, Montebelluna, ancora Pieve e a Treviso. Qui è ricoverata in terapia intensiva una donna di trent'anni che sabato scorso non si trovava nella birreria di Pederobba, paese sul Piave non lontano da Valdobbiadene, ma a una festa sudamericana nel locale Rumba di Conegliano. Le due località distano circa 35 chilometri. I focolai di meningite, dunque, sembrerebbero due; ma si teme che il contagio possa essere partito dall'interno della comunità latinoamericana: il sabato alla Kaltenberg si esibiscono spesso gruppi di danzatori caraibici.
Dai familiari di Theodoros l'allarme si è esteso ad amici, conoscenti, avventori della birreria fino a interessare mezza Marca. Al pronto soccorso degli ospedali l'andirivieni per i controlli è incessante. Almeno trenta ragazzi sono in terapia antibiotica, dice un comunicato firmato dall'assessore Martini: ma secondo le aziende sanitarie sarebbero molti di più. Le strutture mediche hanno avviato le indagini epidemiologiche del caso e chiesto scorte supplementari per affrontare eventuali emergenze.
Chi ha frequentato la Kaltenberg, un locale di 400 metri quadrati, ora deve sottoporsi ai controlli e forse alla profilassi: il titolare della birreria, Roberto Carron, è da giorni attaccato al telefono per rintracciare tutti i suoi clienti e convincerli, ma anche per spiegare che il suo locale ha sempre superato ogni verifica di Uls, carabinieri, ispettorato del lavoro. Il sindaco di Montebelluna sta studiando un'ordinanza sanitaria «per evitare l'assembramento eccessivo di persone» che potrebbe interessare anche le scuole e i comuni vicini. Controlli anche al Rumba di Conegliano, ritrovo abituale di immigrati sudamericani, che sarà bonificato.
Il meningococco è un batterio che si trasmette da persona a persona tramite le goccioline respiratorie; nei casi più gravi può evolvere in setticemia, cioè infezione del sangue (quella che ha ucciso il quindicenne), o in meningite, cioè infiammazione della membrana che avvolge il cervello. L'incubazione media è di tre o quattro giorni. Può colpire persone di ogni età ma i soggetti più a rischio sono i bambini fino a quattro anni e gli adolescenti.
Stefano Filippi