Epifani: meno parentopoli all'università

Il segretario della Cgil: "L’Università non può tornare a essere quella in mano ai
baroni, ma deve tornare in mano a una classe docente di qualità, scelta in base a
competenza, serietà e a rigore morale&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=218710">Sul Welfare Epifani fischiato</a></strong>

Roma - L’Università italiana ha bisogno di una classe docente di qualità, e serve invece "meno nepotismo, meno favoritismi, meno parentopoli: l’Università non può tornare ad essere quella in mano ai baroni, ma deve tornare in mano a una classe docente di qualità, scelta in base a competenza, serietà e a rigore morale". Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, intervenendo ad un convegno all’Università di Roma III. "Tra i mali dell’Università - spiega Epifani - c’è un’assenza di correttezza su come si recluta il personale docente: a chi dice che la Cgil non tutela il merito - chiarisce Epifani - queste persone predicano spesso all’interno di sistemi di potere dove non c’è il merito. Prima di parlare guardassero all’interno dei loro ambienti facendo un bagno di umiltà".

Gli stessi mali di cui soffre l’Università riguardano anche il settore della ricerca. "Basta con enti di ricerca che non hanno fondi, basta a una mediocrità che su questo terreno costringe il Paese a cose imbarazzanti", aggiunge Epifani. Secondo il sindacalista "ci vuole una diversa programmazione delle cose". Epifani critica la frammentazione dell’Università "in sedi sempre più piccole e corsi di laurea che si spezzettano" e dice "basta" a questa frammentazione e sì a un riaccorpamento: "Rendiamo la qualità dove la quantità oggi la deprime". E chiede l’intervento del Governo. "Il Governo intervenga, assuma l’iniziativa - rileva Epifani - altrimenti il processo di degrado diventa inarrestabile e avremo pochi punti di qualità e tanta mediocrità. Serve progettazione e certezza di risorse".