Er Cipolla e i suoi «fratelli»

Claudio Fontanini

Dopo tre anni di commedie con incassi record nei grandi palcoscenici della Capitale, Enzo Salvi torna alle origini e al suo primo amore, il cabaret, portando in scena al teatro dei Satiri (lo spazio che lo ha consacrato agli inizi della sua carriera artistica ai tempi dei «Mammamia che impressione») «Voglio un bacio», il suo nuovo e divertentissimo spettacolo che aggiorna i suoi stravaganti personaggi.
Presentati dalla voce e dalla chitarra del cantastorie Fabrizio Amici (è il figlio del mitico Alvaro) ecco così quadretti, macchiette, strampalati siparietti e surreali duetti (in scena con Salvi c’è il fedelissimo e insostituibile Mariano D’Angelo) che scatenano l’ilarità generale.
Una coppia d’improbabili rapinatori («Ma che hai portato la pistola da sceriffo? Andiamo a fare una rapina mica una recita», «Lo sai che facevo parte della banda della Magliana? Suonavo la tromba...») finisce in un rifugio pieno di ceci e baccalà.
Poi c’è un ex sacrestano diventato antennista («Continuo a leggere parabole...»). E ancora una inconsolabile vedova che non smette di tormentare il suo defunto consorte sulla tomba. La lunga carrellata di personaggi si arricchisce anche di un Amleto gay che dialoga con un irriverente teschio parlante («Sognare, dormire...ma non fai niente tutto il giorno!»). Per non parlare del rospo in attesa di ritornare uomo dopo il bacio di una principessa e del motociclista inesperto.
Non poteva mancare l’irresistibile parodia dei trailer cinematografici (con Harry Potter che diventa Er Riporter e un Maresciallo Sbrocca), un improbabile strip-tease tutto da ridere e infine lui, il mitico «Er Cipolla» (lo sballato del tormentone «Mamma mia come sto...») reduce dall'abbuffata natalizia («Mia nonna leggeva il cartellone della tombola. Alle 21 abbiamo iniziato, alle 23 è uscito l’ambo, all’1 sono uscito io...») e alle prese col suo nuovo lavoro da pony express («Un vigile m’ha fermato e s’è messo a ridere per la mia bici con le rotelle. Beato te che a 50 anni ancora vai in giro col fischietto...»).
Affiatatissimi e capaci d’improvvisazioni fuori copione, Salvi e D’Angelo regalano un’ora e mezza di autentico e scanzonato divertimento che coinvolge grandi e piccini (molti i bambini in sala nonostante il linguaggio non proprio da educande).
Repliche fino al 22 gennaio.