«Era ora», i lettori a confronto

Egr. dr. Lussana, ho molto gradito l'articolo sul Pdl genovese e sulla volontà di riunire una assemblea plenaria di tutto il partito senza nessuna distinzione tra base ed eletti.
Da coordinatore del movimento giovanile ho sempre la necessità di dover motivare e far crescere in ogni amico/a della Giovane Italia la volontà di non subire la vita e a maggior ragione la politica.
Un occasione come quella annunciata del 18 ottobre può solo che motivare noi del giovanile per esprimere in pubblico e davanti al partito ciò che per noi dovrà essere il futuro del Pdl a Genova, città che amo intensamente.
Congressi o scelte del candidato a sindaco sono poco fruttuose se prima non si cerca l' unità e il dialogo all'interno del partito, dalle parole degli on. Scandroglio e on. Cassinelli, con immenso piacere, posso cogliere che la strada è quella giusta.
Noi del Giovanile Genovese non ci tireremo indietro al confronto col partito, noi siamo la base ed è dalla base che si può costruire qualcosa di solido; Grazie Michele e Roberto per l'opportunità che darete alla «Base» lunedì 18.
Enrico Bocca
Coordinatore Cittadino
Giovane Italia
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Caro Federico,
ho letto il Tuo articolo in cui il Pdl afferma di voler ascoltare la base, in cui si ribadisce che tutti possono esprimere pensieri ed idee senza obbligo di tessera ma semplicemente per appartenenza ad un’area politica.
Credo sia una iniziativa lodevole, e dovrà poi essere oggetto di attenta analisi da parte dei «Generali» della coalizione, perché la base non accetta più una politica imposta o subita , vuole partecipare all’esercizio della democrazia, desidera essere parte del gioco e non ama essere strumentalizzata e sacrificata solo in campagna elettorale. Credo che i politici di centro destra genovesi si stiano rendendo conto che il silenzio da una parte e le liti dall’altra stanno infastidendo l’elettorato, che c’è bisogno di unità o affinità, che il dialogo sereno carico di contenuti è l’unica forma di comunicazione che la gente pretende.
Vanno ricercate le cose che uniscono e non quelle che dividono bisogna costruire, vanno respinti i puri personalismi si deve giungere alla determinazione che solo accettando i difetti del proprio vicino di coalizione egli accetterà i nostri ed imparerà ad apprezzarli; quindi ottimo inizio a cui dovranno dar seguito loro mostrando alla «base» che uniti si può vincere che tutti possono fare un passo indietro senza sentirsi sminuiti nella loro carica politica.
Con stima,
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Dal «Dove eravamo rimasti» di tortoriana memoria, azzeccatissimo incipit dell'articolo di Federico Casabella del 1° Ottobre, arrivo a salutare il «rientro alla base» di Roberto Cassinelli con lo slogan «Ritorno al futuro».
Ebbene sì - dopo la breve gestione (?!) Gadolla - il ritorno di Roberto Cassinelli (che già era stato Commissario e Coordinatore metropolitano del Pdl cittadino) ad occuparsi, quale Coordinatore Vicario, della «sua», della «nostra» Genova, assume particolare significato, soprattutto se si valuta il lavoro «sul campo» da lui sempre effettuato sul territorio che raggiunse il suo apice in occasione dei risultati ottenuti alle ultime elezioni comunali del 2007.
«I governi democratici traggono la loro capacità di agire per il bene della nazione dal consenso sempre rinnovato dei rappresentati del popolo» (Silvio Berlusconi, Camera dei Deputati, 29 Settembre 2010).
Va in questo senso la decisione di Cassinelli e Scandroglio di ripartire sul territorio genovese dando «voce» al popolo, che è e rimane il vero «sovrano» della democrazia.
La decisione di dar luogo ad un dibattito pubblico, dedicato a coloro che vorranno «dire la loro» sullo stato dei fatti non può che essere accolta benevolmente.
Soprattutto considerando che questa volta Parlamentari e Consiglieri a vario titolo eletti (Regione, Provincia, Comune) hanno promesso di risparmiare i soliti «pistolotti» alla platea e di dimostrare di saper aprire bene le orecchie a quello che «la base» vuole, necessita, abbisogna.
Soprattutto considerando anche che questo incontro avverrà molto presto, il 18 Ottobre p.v.
Non che nell'ambito del Pdl genovese questa capacità di «saper ascoltare» le opinioni dei cittadini non sia mai stata dimostrata, anzi. Le ultime riunioni promosse dal Pdl sul territorio, per il territorio, municipio per municipio, laddove i cittadini potevano dire la loro e raccontare le varie problematiche dei quartieri, sono riconducibili al Dicembre 2009. Ma «la ripresa in mano del timone» da parte di Roberto Cassinelli non potrebbe essere meglio di così salutata: sono pienamente consapevole delle sue qualità e delle sue capacità e sono altrettanto certo che le «grandi sfide» gli sono di sprone.
Dalla capacità di saper ascoltare i cittadini ed il territorio, rivolgendo maggiori attenzioni e dando uno spazio maggiore ai «coordinatori di municipio» (fortemente voluti da Silvio Berlusconi e per un po' di tempo «ingessati» dall'ex-coordinatore Gadolla), le prospettive del Pdl genovese e, nondimeno, il futuro della nostra Città, dipenderanno i prossimi risultati che tutti auspichiamo fin da ora alle prossime elezioni comunali, nel 2012 (dopodomani).
La capacità e la volontà di ognuno di noi a «rimboccarci le maniche» e a «ripartire» da subito, con sempre migliori motivazioni, con l'impegno costante nel rappresentare le problematiche del territorio, nonchè le piccole (ma grandi!) esigenze dei cittadini, sapendole cogliere «sul campo» giorno per giorno, orientandoci a consumare più suole che microfoni, ad utilizzare più le orecchie che la lingua, ci porteranno lontani, ne sono certo, per il bene di tutti.
Auguri, Roberto!!!
Dr. Stefano Balleari
Consigliere Comunale
Coordinatore Municipio Centro-Est
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Ho letto volentieri e mi complimento per l'articolo di Federico Casabella apparso oggi sul quotidiano locale dal titolo: «Era ora il Pdl genovese dà voce alla base», che mi trova personalmente d'accordo con i contenuti e le giuste osservazioni riportate.
Colgo l'occasione per augurare a Lei e alla sua redazione buon lavoro.
Dott. Giuseppe Cecconi
Consigliere Comunale
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Egr. Direttore, «Eppur si muove!».
Il Pdl genovese, dico.
Un po' accusato di immobilismo, dovuto alla crisi di rigetto per la «contaminatio» fra Forza Italia ed An, un po' imbalsamato dalla lacerazione finiana, negli ultimi tempi ci siamo domandati se il partito che ci rappresentava respirasse ancora, qui, sul nostro territorio genovese.
Oggi, finalmente, mi pare di avere il primo sentore che anche noi stiamo tornando alla politica, quella attiva: si parte da una sorta di Stati Generali dell'elettorato, dei simpatizzanti e dei cittadini, (prevista per il 18 prossimo venturo), secondo un'intuizione che sa di vera partecipazione democratica.
Si preannunciano, inoltre, altre iniziative, forse anche la tanto attesa stagione dei congressi.
Il partito, il Pdl, che sembrava nato mezzo morto, qui da noi a Genova, si rialza; auspico che impari pure a camminare.
Si prepara forse una nuova stagione di lotte e di entusiasmi in avvicinamento alle prossime tornate elettorali locali?
Direi che lo possiamo sperare, dal momento che vedo che, insieme all'on. Michele Scandroglio, dietro alle odierne iniziative politiche pidielline genovesi c'è di nuovo e finalmente l'on. Roberto Cassinelli, colui che, da commissario metropolitano prima e da coordinatore poi, ci fece vivere una stagione di vera speranza politica dando una reale organizzazione al partito, aprendolo alla partecipazione di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, e sfiorando in Comune ed in Provincia un successo «impossibile» con Musso e la Oliveri.
Cordiali saluti.
Lorenzo Dini
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Mi presento: mi chiamo Marialessia Musumeci, 25 anni nata a Genova, laureata in Tecniche di Neurofisiopatologia a Genova, entrata da poco in Specialità in Scienze Cognitive e Processi Decisionali presso L’Università degli Studi di Milano, quando oggi ho letto l’articolo «Era ora il PDL GENOVESE DÀ VOCE ALLA BASE» mi sono sentita in dovere di intervenire:
Dall’età di 17 anni sono militante all’interno del partito (prima ex Forza Italia e ora Pdl), i problemi sono sempre gli stessi, ovvero che all’interno di questo partito non c’è una guida comune, si fa solo a gara di chi forma una corrente più forte e noi giovani siamo semplicemente «le galline dalle uova d’oro» presi d’assalto da coloro che gestiscono queste correnti e che non si prendono assolutamente cura dei problemi dei cittadini ma cercano attraverso noi giovani di guadagnare potere politico costruendosi un bacino elettorale, per questo che il movimento giovanile si trova sempre in affanno, di certo non ha giovato la formazione di un nuovo partito «Futuro e Libertà» che spinge i giovani ad una confusione e ad uno sbaraglio totale. All’interno del coordinamento cittadino c’è da fare solo della grande polizia, lasciando spazio ai giovani (vero futuro) e che i senior (grande enciclopedia del sapere e dell’esperienza) ci stiano vicini dandoci spazio all’interno del coordinamento, sarà la volta buona???
Marialessia Musumeci
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A proposito dell'iniziativa del 18, promossa dal coordinatore vicario, on. Roberto Cassinelli.
È estremamente importante riappropriarsi dell'iniziativa politica in questo momento di difficoltà, che, tutto sommato ha fatto chiarezza sulle divergenze culturali - più che politiche, che da tempo, a seguito dell'unificazione «a freddo» di Forza Italia con Alleanza nazionale, covavano.
Ora, a Genova, è bene che tutti coloro che hanno creduto nell'opportunità e nel progetto politico del fare, che è stato alla base del successo di Forza Italia e del presidente Berlusconi, riprendano la loro iniziativa. Iniziativa indispensabile per rinnovare il Paese e per rilanciarne le capacità per ridare forza alla nostra economia e prospettive per il futuro dei nostri giovani.
Bene ha fatto l'on. Cassinelli a indire l'Assemblea del 18 p.v. e dare così voce a tutti. Fra poco più di un anno si dovranno rinnovare gli Enti locali, Comune e Provincia.
I nostro obbiettivi: la Provincia di Genova e, principalmente, Palazzo Tursi Palazzo. Non già per logiche di parte, ma perché ormai la nostra città é allo stremo e le Giunte di sinistra, ultima questa diretta dalla signora Vincenzi, hanno dimostrato l'assoluta incapacità nell'affrontare i problemi dei cittadini, prese, come sono, dalle loro vecchie ideologie incompatibili con lo sviluppo e superate dalla storia. Non riescono a fare neanche un parcheggio!
Genova non ne può più, rischia il collasso.
Giuseppe Costa
Consigliere comunale del Pdl