Era una promessa del calcio, stroncato dai killer

Lo definivano l’erede di Cassano. L’allenatore: «Era una punta veloce, con un futuro»

Bepi Castellaneta

da Bari

Sabato aveva giocato il primo tempo dell’ultima partita di campionato e non poteva immaginare che sarebbe stata l’ultima della sua vita. Domenica è stato ucciso da due killer a bordo di una moto di grossa cilindrata che non hanno esitato a «giustiziarlo» con 7 colpi di pistola.
Lui, Giovanni Montani, 18 anni, attaccante talentuoso del Bari Primavera, nipote del boss Andrea Montani, sperava di vivere una vita da calciatore e sognava una carriera da stella come quella di Cassano (il ragazzo del borgo antico che ha conquistato il Real Madrid), ma è stato tutto spazzato via per sempre alle dieci della sera: lo hanno trovato riverso nella sua Micra rossa crivellata di colpi al quartiere San Paolo, quasi settantamila abitanti confinati in un rione punteggiato da casermoni che spuntano come ciminiere tra un tappeto di vegetazione incolta e vialoni desolati. Una zona a rischio, dove negli anni ottanta la caserma dei carabinieri veniva chiamata «Fort Apache» e dove vivono diversi affiliati alle cosche. Tra loro ci sono personaggi di spicco e gregari. «Ma a Bari la manovalanza spara», dicono gli investigatori.
Giovanni Montani respirava ancora quando è stato soccorso: è stato trasportato in ospedale, ma non c’è stato niente da fare. E così il quartiere è sprofondato ancora una volta nel terrore, mentre le ipotesi si accavallano e le indagini si presentano tutt’altro che facili: viene ritenuta poco fondata la pista della vendetta trasversale perché lo zio della vittima è detenuto da quindici anni; inoltre, la squadra mobile esclude che l’omicidio possa essere legato ad altri agguati. L’unica cosa certa è che il diciottenne non aveva precedenti penali e si era mantenuto fuori dal contesto criminale che domina lo scenario del quartiere San Paolo. La sua vita era il calcio, e inseguendo un pallone era riuscito a non farsi risucchiare dalle logiche spietate delle cosche al punto che non si esclude una feroce punizione per aver rifiutato la logica criminale che incombe sul quartiere.
Prima le partitelle per strada, poi l’ingresso nelle giovanili del Bari fino alla Primavera. E il sogno di Giovanni Montani, che in campo tutti chiamavano Gianni, ha cominciato ad assomigliare a qualcosa di reale. Sabato, nella partita interna contro il Catania, aveva giocato un tempo, ma solo perché era reduce da un infortunio. Veniva considerato un attaccante dal grande futuro. «Mi sento come se avessi perso un figlio, era un peperino, un attaccante veloce, un trascinatore nello spogliatoio», dice in lacrime il suo allenatore Vincenzo Tavarilli. «Abbiamo impresso negli occhi il suo sorriso perché era un ragazzo disponibile, non aveva mai mancato di rispetto a nessuno». La squadra è sotto choc. Pasquale Berardi, azzurro nell’Under 21 di B, è sconvolto: «È una tragedia, aveva un cognome pesante, ma era un ragazzo d’oro, normale». Il diciottenne era noto anche tra i calciatori della prima squadra: «Era bravo, aveva grandi numeri, mi aveva fatto gol l’altra settimana, era destinato a diventare importante», ricorda il portiere belga Jean Francois Gillet mentre il presidente della società, Vincenzo Matarrese, lo ricorda come «un ragazzo educato e sorridente».
Domenica sera Giovanni Montani stava tornando a casa. I killer lo aspettavano e appena è spuntata la sua Micra rossa è scattato l’inseguimento. Il calciatore probabilmente ha capito, ha tentato la fuga, ma è stato raggiunto: poi la pioggia di fuoco che manda i frantumi i finestrini dell’auto, l’auto che sbanda e finisce fuori strada, due colpi a bruciapelo da distanza ravvicinata che lo raggiungono al torace.
Sul quartiere è calata una cappa di omertà: nessuno ha visto né sentito niente, qualcuno ha portato il ragazzo in ospedale e subito dopo è fuggito. Cinque mesi fa era stato ucciso anche Salvatore Montani, figlio del boss Andrea, cugino del giovane calciatore: fu assassinato dal proprietario di un negozio di animali durante un litigio per l’acquisto di un cane.