«Era una sfida impossibile, adesso la stiamo vincendo»

Il Ceo di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, racconta i sei anni di attività di «Project Malawi», iniziativa sviluppata assieme a Fondazione Cariplo e Comunità di Sant'Egidio per combattere la diffusione dell'Aids nel Paese africano. Investiti venti milioni di euro.

ROMA - Sesto anno di attività per Project Malawi, l'iniziativa umanitaria promossa da Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio per migliorare le condizioni di vita del Malawi.
Nato nel 2005 con l'obiettivo di creare una barriera all'Aids partendo dalla prevenzione della trasmissione del virus Hiv da madre a figlio, il progetto si è successivamente sviluppato - grazie al Programma Dream della Comunità di Sant'Egidio - e affiancare all'intervento sanitario azioni mirate a contenere l'impatto della malattia sulla popolazione e al rilancio economico del Paese.
«Il progetto quando è partito sembrava impossibile - ha spiegato il Ceo di Intesa Sanpaolo Corrado Passera - e i risultati dimostrano che era valido. Siamo riusciti a creare una barriera nella trasmissione dell'Aids da madre a figlio. Questa vuol dire salvare una generazione. Con il progretto Malawi sono nati 3.300 bambini sani da madri malate. Sono numeri da campionato del mondo».
Project Malawi, ha sottolineato l'ad, funziona come un network integrato che oltre a combattere l'Aids, ha introdotto programmi di educazione sanitaria nel Paese africano, di assistenza agli orfani e di sviluppo locale attraverso il microcredito. L'istituto di credito e la fondazione bancaria non si sono limitati al finanziamento di un'iniziativa benefica, ma ne hanno seguito il percorso in tutte le sue fasi.
Per ogni area d'intervento è stato individuato un partner operativo: oltre alla comunità di Sant'Egidio, i partner di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo in Project Malawi sono le associazioni degli scout del Malawi, Save the Children e il Cisp (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli). Inoltre ci si avvale di una collaborazione con la Società Italiana di Neonatologia e la Società Italiana di Pediatria che periodicamente inviano in Malawi specialisti italiani per collaborare e aggiornare il personale medico e paramedico locale.
Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo hanno già impegnato nel progetto 18 milioni di euro, cui si sono aggiunti altri due milioni di euro da attività di fund raising (di cui circa 800mila raccolti presso i dipendenti di Intesa Sanpaolo), portando a oltre 20 milioni di euro l'investimento complessivo.
Grazie a Project Malawi sono stati creati 9 centri di cura altamente specializzati e quattro laboratori dei quali tre dotati di sezioni di biologia molecolare, che hanno curato finora oltre 15mila pazienti. Il protocollo di trattamento farmacologico dei pazienti del Progetto Dream è stato adottato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità. Un bel successo per quella che all'inizio appariva un'impresa disperata.