Era uno zombie. Il rischio è che diventi un simbolo

Ma non c’è il rischio di aver ucciso un uomo morto e di aver fatto nascere sul suo cadavere un simbolo vivente per i fanatici dell’islam?<br />

Ma non c’è il rischio di aver ucciso un uomo morto e di aver fatto nascere sul suo cadavere un simbolo vivente per i fanatici dell’islam? Osama Bin Laden vi­veva da zombie ormai da diversi anni, era un brutto ricordo per l’Occidente e un lea­der fuori stagione per l’islam. Ucciderlo all’indomani delle Torri Gemelle ci avreb­be magari risparmiato qualche guerra di ritorsione e avrebbe avuto il plauso uni­versale. Ucciderlo dieci anni dopo può ri­vela­rsi invece strategicamente contropro­ducente perché risveglia o riacutizza la bestia antioccidentale che cova nel mon­do islamico. Certo, è stata un’esecuzione simbolica per riaffermare la potenza ame­ricana e la giustizia occidentale; un moni­­to per tutti.

Ma nell’islam rischia di tradur­si in un simbolo di incitazione, un mito e un eroe da vendicare e rivendicare.Al Qai­da è l’unico soggetto che abbia dichiarato effettivamente guerra all’Occidente. In Afghanistan e in Irak, in Libia e in Serbia siamo intervenuti per operazioni di poli­zia internazionale o di intervento umani­tario, ma Saddam, Gheddafi o Milosevic non ci dichiararono guerra. Bin Laden in­vece sì, e con atti spettacolari e cruenti. L’azione di guerra contro di lui era dun­que obbligata; benché tardiva e a freddo, la sua condanna a morte andava esegui­ta. Ma resta da valutare l’impatto sul­l’islam fanatico: tra i rischi e i vantaggi, temo che prevalgano i rischi di riaccende­re una guerra che pareva ormai concen­trata più all’interno dell’area islamica ( co­me le rivoluzioni nel Nord Africa) che ri­volta contro l’Occidente.

Obama aveva sopito il conflitto con i nemici dell’Occi­dente; ora invece è apparso proprio lui co­me l’esecutore della «fatwa» di Bush con­tro Osama, con la Clinton al posto della Albright. Rischiamo di ripiombare in quel clima e in quella psicosi. Magari a qualcuno può servire... Temo che si riaprano le iscri­zioni per i kamikaze antioccidentali: fos­sero pure un’esigua minoranza nell’inte­ro islam, si tratta pur sempre di migliaia di volontari e milioni di sostenitori. An­che per noi si raddoppia il pericolo: alle minacce di Gheddafi si uniranno presto le minacce dei vendicatori di Bin Laden. Bentornati nell’incubo islamico.