Eragon, lotta con i draghi Il topo snob contro i cattivi

Maurizio Acerbi

Venerdì si celebra il «San Silvestro» cinematografico di questo 2006. Tra i film pronosticabile in top ten c’è Giù per il tubo, ultimo film d’animazione di quel tris di titoli a caccia della palma di cartone più visto delle feste. Protagonista è Roddy St. James, topo snob di una famiglia aristocratica in partenza. Così al ratto non par vero di avere a disposizione la casa per scorribande fuori orario. Il topino, poi, mica se la passa male visto che lo servono due criceti maggiordomi. Immaginate, perciò, lo choc quando dal lavandino schizza fuori il topo di fogna Sid che, resosi conto del posto in cui è capitato, decide di vivere definitivamente nella casa di Kensington. Roddy non ci sta, tanto da volerlo far precipitare nel water per liberarsi di lui; inavvertitamente, però, finisce lui nella trappola. Si ritrova così nel mondo sottostante, in particolare nella vasta Ratropolis, metropoli piena di insidie.
Molto atteso è anche Eragon con Garrett Hedlund, primo tassello di una trilogia creata dal giovane Christopher Paolini. L’Eragon del titolo è un giovane che vive, insieme alla sua amica dragonessa Saphira, nel mondo di Alagaësia. Lui, in particolare, è un Cavaliere dei Draghi, un esercito che ha un compito fondamentale: liberare il mondo dalle creature malvagie. In soccorso del ragazzo, interverranno un vecchio cantastorie (Jeremy Irons) e una spada magica.
Diretto da Christopher Nolar è The Prestige, il film a colpi di magia con Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Scarlett Johansson e David Bowie. Siamo nella Londra di fine Ottocento quando gli illusionisti venivano trattati dal pubblico come star. Due di questi sono molto amici. Il primo, Robert Angier, ha il fascino dalla sua; l’altro, Alfred Borden, pur essendo un genio nella sua professione, ha qualche problema con la platea. Un giorno, il loro più grande trucco finisce male e l’amicizia finisce trasformandosi in una spietata rivalità. Senza esclusione di colpi, verrebbe da dire, perché da quel momento passeranno molto del loro tempo per cercare di scoprire i segreti dell’altro.
Le credenziali di Tutti gli uomini del re sono eccellenti. Il libro, da cui è tratto, scritto da Robert Penn Warren ha infatti vinto il Premio Pulitzer. Due anni più tardi, nel ’49, Robert Rossen ne aveva fatto un film che aveva fruttato ben tre Oscar. Inevitabile un remake, soprattutto se si schiera un cast stellare composto da Sean Penn, Jude Law, Anthony Hopkins, Kate Winslet, Patricia Clarkson, Mark Ruffalo. Willie Stark, un attivista che lotta per i diritti civili, diventa Governatore della Louisiana. Purtroppo, i suoi nobili propositi si fanno corrompere dai meccanismi velenosi della politica, trasformandolo in un bieco politicante.
Infine, Dopo il matrimonio racconta la storia di Jacob Petersen, uno che si vede chiudere l’orfanotrofio dove lavora. All’improvviso, però, un uomo d’affari gli offre 4 milioni di dollari per continuare a fare il suo lavoro. Ci sono condizioni, però, da rispettare.