«Erano felici, i debiti hanno rovinato tutto»

«Più volte la signora si era lasciata sfuggire quanto fosse contenta per l’arrivo del secondo figlio»

Paola Fucilieri

La bimba di appena tre anni e mezzo non sa ancora nulla. Vive nel suo mondo di cucciola e non immagina nemmeno che è stata affidata dalla Procura di Lodi agli zii perché è lei, e solo lei, quel che resta della sua famigliola, i Raimondi. La mamma, il papà, un fratellino in arrivo. In realtà un nucleo dilaniato dai debiti, ormai definitivamente destabilizzato da un clima incerto.
La figlia di Carlo Raimondi e Carmela Cilento nel giro di 10 giorni ha perso entrambi i genitori. La mattina del 23 ottobre il padre, infatti, in un momento d’ira dovuto a problemi economici (non aveva i 200mila euro da restituire agli usurai russi che gli avevano elargito un prestito, ndr) ha ammazzato la moglie, una 38enne all’ottavo mese di gravidanza, nel loro appartamento di San Giuliano. L’ha travolta con una raffica di pugni in testa e in faccia durante una lite. Poi, dopo averla abbandonata, senza accertarsi se era morta o viva, è fuggito con sua figlia. Lei, la bimba, stava guardando i cartoni animati in salotto, non si è accorta di nulla. E quando il papà l’ha invitata a seguirla «per un viaggetto in macchina», la piccola è stata felice. «E la mamma?» ha chiesto. E lui: «Lasciamola in pace, deve far nascere il fratellino nuovo. Quando saremo di ritorno ci sarà anche lui». E al loro ritorno, Carmela aveva partorito davvero: ma era morta da dieci giorni e il bambino era venuto al mondo dopo il suo decesso o mentre lei stava spirando, come dovrà accertare ora l’autopsia. E quando lo hanno trovato, giovedì mattina, insieme al cadavere della madre, era ormai un feto senza vita.
«Raimondi aveva telefonato ai suoi famigliari e a quelli della moglie, dicendo loro di non preoccuparsi, che lui era via con la figlia, ma che Carmela stava bene - spiegano in Procura a Lodi -. Dopo una settimana, però, i parenti della donna si erano insospettiti per il suo prolungato silenzio: Carmela non rispondeva alle loro telefonate. E poiché suo marito restava vago e non accennava a voler tornare a casa, hanno cominciato a temere che a quella poveretta fosse capitato qualcosa e hanno avvertito i carabinieri di San Giuliano. Che, dopo due giorni che Carmela non rispondeva nemmeno a loro, hanno ascoltato i condomini che si lamentavano che in quello stabile c’era “odore di cadavere”. Solo allora hanno chiamato i vigili del fuoco e fatto sfondare la porta.
Sono proprio i vicini di casa i più stupiti che Carlo Raimondi sia stato arrestato per aver confessato di aver ucciso la moglie. «Sembravano molto sereni - dichiarano all’unisono -. La signora, nonostante la sua naturale riservatezza, più volte, negli ultimi tempi, si era lasciata sfuggire quanto fosse felice dell’arrivo del suo secondo figlio».
«A mia moglie aveva raccontato di aver acquistato un passeggino e un fasciatoio nuovi, quindi il corredino. Tutto per il piccolo in arrivo - racconta il signor Aldo -. So che la casa era arredata con cura, da poco avevano anche un fuoristrada, anche se la coppia mi sembrava una delle tante. Forse avevano cominciato a vivere al di sopra delle loro possibilità e non ce l’hanno fatta. La moglie ha iniziato a rinfacciare al marito le spese eccessive, lui si sentiva in colpa con lei, al tempo stesso era in crisi perché non aveva il denaro da restituire ai suoi creditori e... purtroppo si sa come vanno certe cose».