Erba: "I corpi bruciavano Erano coperti di sangue"

Nel processo per la strage parlano i primi testimoni. Ballabio, un vicino: "Mario Frigerio era sulle scale in una maschera di sangue, i suoi capelli fumavano". Bartesaghi, un vigile del fuoco: "Raffaella aveva una spaccatura sulla
testa". Prossima udienza il 4 febbraio

Como - "Mario Frigerio era sulle scale in una maschera di sangue, i suoi capelli fumavano". Al processo-show sulla strage di Erba "sfilano" i primi testimoni. Dopo due ore di camera di consiglio i giudici popolari e togati della Corte d’Assise di Como hanno ammesso tutte le prove e le testimonianze presentate da accusa, difesa e parti civili. Il processo riprenderà lunedì 4 febbraio.

Il vicino di casa Vittorio Ballabio, che abita nella corte di via Diaz 25 teatro della strage di Erba dell’11 dicembre 2006, ha ripercorso in aula come testimone le fasi iniziali dei soccorsi dopo che si era accorto del fumo che usciva dalla casa della famiglia Marzouk-Castagna. "Trovai Mario Frigerio ridotto a una maschera di sangue, con i capelli che fumavano - ha detto Ballabio - teste dell’accusa - Mi disse due volte: 'mia moglie è di sopra', facendo un gesto con un dito". Quando riuscì a entrare nell’appartamento di Raffaella Castagna, vide che il golfino della donna stava bruciando e che aveva le gambe ormai rese nere dalle fiamme, poi scese al piano terra e, mentre lo faceva, sentì una voce di donna gridare "aiuto, aiuto". Era, con tutta probabilità, la voce di Valeria Cherubini, moglie di Frigerio, che rimase uccisa nella strage con Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la madre di Raffaella, Paola Galli. In precedenza aveva deposto la moglie di Ballabio la quale ha confermato i contrasti tra i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi e la famiglia Marzouk-Castagna.

Il racconto del vigile del fuoco "Ho trovato Frigerio sul pianerottolo dell’appartamento di Raffaella Castagna, ma non l’ho riconosciuto. Era per terra tra la porta e il pianerottolo. L’ho portato fuori in modo che non respirasse più fumo". Glauco Bartesaghi, vigile del fuoco volontario e vicino di casa delle vittime della strage di Erba, ha raccontato di aver subito trovato il corpo di Raffaella che "aveva una spaccatura sulla testa, non un semplice taglio" e di averla spostata. Inutili invece sono stati i tentativi di trovare il piccolo Youssef Marzouk, figlio di Raffaella e Azouz: "Non ho visto altri corpi". Il testimone ha precisato che il corpo di Frigerio era molto sporco di sangue, comprese le caviglie che il soccorritore ha afferrato per spostarlo. Raffaella aveva invece i vestiti che ancora bruciavano. Poco prima di Bartesaghi ha deposto in aula anche sua moglie, l’avvocato Claudia Canali, la quale ha riferito di avere assistito a liti di vicinato tra l’imputata Rosa Bazzi e una inquilina della corte di via Diaz che nel 2002 ha cambiato abitazione.

Le immagini della porta bruciata Sugli schermi, installati nell’aula al piano terra in cui viene celebrato il processo, sfilano le immagini della corte di via Diaz e dell’ingresso dell’abitazione di Raffaella Castagna. Le foto mostrano lo stipite alto della porta bruciata, un’impronta di mano insanguinata lungo le scale che portano all’ingresso della famiglia Castagna e una macchia di sangue vicino all’interruttore delle scale. Le immagini fotografano anche il triciclo di Youssef, ucciso nella strage.