Erba, oggi Rosa racconterà la notte della strage

In aula la moglie di Olindo: anche lei ha confessato e poi ritrattato. Oggi rilascerà dichiarazioni spontanee sulla tragica sera. Personaggio chiave del processo, la donna dirà di essere stata indotta a confessare

Felice Manti - Edoardo Montolli

Dopo Olindo Romano, tocca a sua moglie Rosa Bazzi. Anche lei ha confessato e poi ritrattato. E ora si proclama innocente come allora, prima di quelle confessioni che oggi verranno fatte ascoltare in aula, da stamane disponibili online sul sito del Giornale, insieme al drammatico primo interrogatorio del 10 dicembre 2006, in cui Olindo continuava dirsi non colpevole davanti all’incalzare delle domande di ben quattro magistrati. Oggi Rosa rilascerà dichiarazioni spontanee su quella sera, non è ancora certo se deciderà di rispondere alle domande del pm Massimo Astori. È turbata e confusa, come in quei giorni successivi all’arresto dell’8 gennaio, dicono i suoi legali. «Dietro una maschera di sicurezza ostentata fino a qualche giorno fa si cela una donna fragile», dice il suo avvocato Luisa Bordeaux.

È lei il personaggio chiave del processo. Lei con la sua mania delle pulizie, che avrebbe compiuto la strage solo per fare sparire dalla sua vista quei vicini rumorosi. Oggi è il «suo» giorno per far capire al mondo quale volto si cela dietro le due maschere che finora ha indossato. Se quello della mantide e mandante della strage, ostentato dietro le sbarre dell’aula del Tribunale di Como in quei sorrisi che tanto hanno colpito l’opinione pubblica. Della donna fredda che snobba con uno sbadiglio la ferocia della strage descritta da esperti e periti. O della donna fragile e timorosa indotta a confessare ma innocente, piegata dalla lunga detenzione e dalla lontananza da quel marito che ancora in aula le ha ribadito amore eterno, anche dietro le sbarre. Della vittima del pregiudizio in crisi di nervi perché convinta che sarà difficile dimostrare la propria innocenza davanti a quella Corte. Rosa sa che forse la salvezza dipende solo da lei, dalle sue parole, prima ancora che dalle prove che sembrano inchiodarla in quel maledetto appartamento. «Non ha importanza quello che dirà - dicono i difensori - l’importante è che venga fuori lei. Per noi e per la verità sarebbe un grande successo».

È intanto annunciata per giovedì una fiction sulla strage di Erba che andrà in onda in una puntata di Ris 4. Curioso, visto che proprio il raggruppamento scientifico dei carabinieri non ha trovato un solo indizio contro i due coniugi. Sarà interessante anche capire come in tv verrà spiegata l’uscita dei due coniugi dalla casa di Raffaella Castagna subito dopo aver commesso la strage. Visto che, oltre il portoncino e fino alla lavanderia dei coniugi, e pure dentro, non c’è una sola macchia di sangue delle vittime. Ma ancor più interessante sarà scoprire quando, vista la tempistica emersa dal processo. Raffaella sarebbe rientrata a casa alle 19,56, secondo le prime stime dei carabinieri: Mario Frigerio, l’unico superstite, sostiene di aver ascoltato le grida dell’aggressione verso le 20. Quando la moglie Valeria Cherubini scende, è iniziato da poco il Tg5. Torna 15-20 minuti dopo. Rientra e accende la luce delle scale. Sale, vede il fumo, avverte il marito, poi scendono. Vengono aggrediti: Frigerio ricorda Olindo che lo colpisce, poi si spegne la luce. Che ha un temporizzatore di tre minuti. Sono circa le 20,18. Poi Rosa sale e insegue la Cherubini. E poi scendono quattro rampe di scale. Che ore sono? Circa le 20,19. I due corrono. O forse volano. Perché da qui è un mistero. Perché alle 20,20 in punto, Vittorio Ballabio vede il fumo uscire dalla finestra delle scale e scende a citofonare al vicino Glauco Bartesaghi, attendendo giù, dall’altra parte della corte. E non vedono nessuno uscire dal portoncino. In un minuto scarso Olindo e e Rosa sarebbero scesi, percorrendo almeno dieci metri fino al loro ingresso in lavanderia. Senza lasciare un micron di sangue del quale sono lordi si sono denudati, cambiati, hanno messo tutto in un sacco, sono usciti nuovamente, raggiunto l’auto fuori dalla corte e sono svaniti senza che nessuno li vedesse prima delle 20,24, quando arrivano sul posto carabiniere e curiosi. Dettagli, per l’opinione pubblica, se Rosa non saprà essere convincente.