Erba, Olindo e Rosa: "Siamo innocenti" Azouz: pena di morte

All'udienza preliminare per la strage Olindo Romano declina le proprie responsabilità, così come la moglie Rosa Bazzi. Marzouk: "Non bastano gli ergastoli. Innocenti? Per fortuna c'è un testimone..."

Como - Si è dichiarato "estraneo ai fatti" Olindo Romano, presente senza la moglie, Rosa Bazzi, all'udienza preliminare per la strage di Erba. E ha aggiunto: "Sono preoccupato per la sua salute". Stessa linea seguita dalla moglie che, anche se assente, ha presentato una memoria difensiva proclamandosi innocente.

La Bazzi: "Non ho detto la verità" Rosa Bazzi nel corso dell’udienza di oggi ha depositato una memoria in cui, in sostanza, ha spiegato di non aver detto la verità. La Bazzi, secondo il documento, ha spiegato di non aver detto la verità negli interrogatori subiti in cui aveva confessato di essere autrice, con il marito Olindo Romano, della strage di Erba.

La confessione Olindo aveva raccontato di avere colpito per primo con una spranga Raffaella Castagna e sua madre, mentre sarebbe stata la moglie a finirle e a uccidere il piccolo Youssef. Inizialmente i coniugi avevano cercato di scagionarsi l’un l’altro, ma, messe a confronto le loro dichiarazioni, avevano raccontato, in sostanza, di aver agito entrambi, tanto che il gip, nel disporre il carcere, parlava di "piena compartecipazione" alla strage.

La strage dell'11 dicembre Nell’aula della corte d’assise del tribunale di Como, si è aperta oggi l'udienza preliminare per la strage di Erba dell'11 dicembre scorso. Sotto i colpi di coltello dei due coniugi morirono il piccolo Youssef (2 anni), la madre Raffaella Castagna, la nonna del bambino Paola Galli e una vicina di casa Valeria Cherubini. E adesso il papà di Youssef, Azouz Marzouk chiede giustizia e attraverso il suo legale fa sapere che se fosse per lui "bisognerebbe pensare alla pena capitale". Presenti all'udienza preliminare anche Carlo Castagna, marito di Paola Galli, padre di Raffaella e nonno del piccolo Youssef (tutti morte durante la strage), e i figli di Mario Frigerio, ridotto in fin di vita dagli imputati, che durante la mattanza gli uccisero la moglie, Valeria Cherubini.

Le eccezioni della difesa L’udienza è in corso da circa due ore: si sta discutendo su alcune eccezioni sollevate dalla difesa dei coniugi Romano, sulla possibilità di utilizzare alcune dichiarazioni rese dagli imputati prima di essere indagati. Castagna aveva annunciato nei giorni scorsi che non si sarebbe costituito parte civile, a differenza di quanto invece dovrebbe fare Marzouk, marito di Raffaella Castagna, che si dovrebbe invece costituire parte civile, insieme o parallelamente alla sua famiglia.

"Chiedo la pena di morte" Per Azouz "non bastano gli ergastoli. Da questo processo mi aspetto minimo minimo due ergastoli ciascuno. Ci sono state quattro persone uccise e una che per fortuna si è salvata". È questa la richiesta di Marzouk prima di entrare nel Tribunale di Como dove è appena iniziata l’udienza preliminare per la strage di Erba. A salvarsi dalla furia omicida dei coniugi Romano fu il marito della Cherubini, Mario Frigerio, rimasto ferito sotto i colpi che i due gli hanno inferto.

"L'anno più brutto della mia vita" Affronta con rabbia il primo incontro faccia a faccia con i killer della sua famiglia: i coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi. "Provo rabbia - dice Azouz - Soltanto rabbia". A dieci mesi di distanza da quell’11 dicembre Azouz confessa "è stato l’anno più brutto della mia vita anche tra quelli vissuti in carcere". Per ora, per lui, nessuna certezza neanche nel campo lavorativo "Sto andando avanti e indietro dalla Tunisia. Per ora non ho trovato niente, si vedrà".

"Non capisco come fa a dirsi innocente" "Non capisco come Olindo possa dichiararsi innocente dopo quello che ha fatto". È quanto ha affermato Marzouk. "A Olindo non ho detto niente, è inutile parlare con degli animali, spero sia fatta giustizia. Non ci siamo detti nulla e non credo abbia il coraggio di dirmi nulla". Intanto la prosecuzione dell'udienza è stata rinviata a venerdì 12 ottobre.

"Coniugi innocenti? C'è un testimone..." "Dicono di non essere loro gli assassini? Non cambia niente, per fortuna c'é un testimone vivo che li ha riconosciuti". Questo il commento di Azouz Marzouk alle dichiarazioni di Olindo Romano e Rosa Bazzi. In collegamento da Milano durante la registrazione della trasmissione di Mediaset "Matrix", Marzouk ha dichiarato: "Siamo pronti con i miei avvocati per affrontare qualsiasi mossa dei loro legali. Sicuramente quella di oggi, cambiare confessione, è una scelta strategica". Azouz non perdona gli assassini, come invece aveva fatto in passato il padre della vittima, Raffaella Castagna: anzi, ribadisce le parole di rabbia espresse stamani. "Vivo per avere giustizia per tutte e quattro le persone che sono state ammazzate, anche per la mia vicina. Per questo chiedo la pena di morte, so che in Italia non c'é, ma in Tunisia avrebbero avuto la pena di morte". Alla domanda del conduttore Enrico Mentana "dichiarerebbe la frase vendicativa 'Ci penseranno in carcere a fare giustizia'?", Marzouk ha risposto: "E' una frase che ripeterò per tutta la vita".