Erba, "Raffaella succube dei Romano"

In aula i testimoni dell'accusa: "La donna era terrorizzata. Durante una festa lanciarono un vaso di fiori sul balcone e staccarono la corrente". Parlano altri vicini: "Insulti e grida continue"

Erba - Era "terrorizzata" Raffaella Castagna dall’atteggiamento dei coniugi Romano. A riferirlo un suo amico che, nell’udienza di oggi al processo per la strage di Erba, ha ricordato la sera del 25 agosto 2001, quando si tenne una festa per il compleanno della donna uccisa. "Arrivò un vaso di fiori sul terrazzino, lanciato da sotto - ha raccontato Luca Ferrari -. E poi due persone che ci insultavano e minacciavano in tutti i modi. Ci siamo spaventati veramente e siamo scesi solo quando arrivarono i carabinieri". Anche Ferrari, come altri amici di Raffaella presenti alla festa, ha confermato che Olindo Romano staccò la corrente elettrica. Un particolare utile all’accusa, dal momento che, nelle confessioni poi ritrattate, Olindo Romano e Rosa Bazzi dissero di avere tolto l’energia elettrica prima di commettere la strage in cui, oltre a Raffaella Castagna, morirono suo figlio Youssef, la madre della donna, Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini, mentre il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, rimase gravemente ferito ma si salvò.

Vicini nel terrore Emma Carangelo ha ripercorso i rapporti tumultuosi con i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi in quell’anno scarso in cui con il figlio visse nella corte di via Diaz 25. "Non potevamo nemmeno aprire le finestre, perché la Rosy mi diceva sempre le parolacce. Con me si è sempre comportata male". Circostanze confermate anche da suo figlio, Pietro Listo. "Visto che mia mamma era anche malata - ha raccontato - feci scrivere una lettera da un avvocato. Da quel momento non ci parlammo più. Rosa Bazzi inveiva sempre contro mia madre".