«Un’eredità del passato»

Sono giorni intensi per la comunità cinese e Suping Huang, che da anni si occupa di mediazione e conosce bene la situazione, è furente: «Dobbiamo tornare a toni più equilibrati da entrambe le parti», dice. Questa volta non vogliamo parlare dei problemi di Paolo Sarpi, ma di un altro aspetto, forse meno noto: la natalità delle famiglie cinesi all’estero, costrette in patria a un figlio solo. «Il figlio unico non appartiene alla nostra tradizione, ci è stato imposto. All’estero le famiglie cinesi fanno almeno 2 o 3 figli. Purtroppo rimane qualche retaggio maschilista: si festeggiano di più le nascite dei maschi».