Le eresie a metà di Caparezza

Per davvero Caparezza è uno dei pochi giovani cantanti che, più che conosciuti, sono riconosciuti. Per lo stile, un bel miscuglio di hip hop e rock. E per l’arguzia delle parole. Stavolta poi: Il sogno eretico è la sua migliore collezione di testi perché, da Chi se ne frega della musica a Marchetta di Popolino, riesce a rimanere in equilibrio sul filo che da Giovanna D’Arco e Giordano Bruno (due eretici, appunto) passa per la Rivoluzione Francese (La ghigliottina) e arriva al futuro di Goodbye malinconia (con Tony Hadley degli Spandau Ballet) . Pungente. E memorabile, perché nessuno è così perfido da svelare in una canzone (Kevin Spacey) i finali dei film. Ma è coraggioso solo per metà perché, idee politiche a parte, Legalize the premier è uno di quei brani antiBerlusconi della serie «ti piace vincere facile». Un eretico dovrebbe osare di più, dai, mica è Crozza.