Erg punta sul verde più elettricità da fonti rinnovabili

Il gruppo petrolifero cambia look e investe 1,2 miliardi nell’eolico Margine operativo a 1 miliardo

nostro inviato

a Barcellona

Il gruppo Erg diventa più verde. E non solo per il logo e i chioschi della rete di vendita che cambieranno colore dall’azzurro al verde chiaro con qualche bagliore di rosso, ma anche per gli ingenti investimenti previsti nei prossimi tre anni nella produzione di energia da fonti rinnovabili. «Il piano è di tutto rispetto - ha spiegato l’amministratore delegato Alessandro Garrone in un incontro a Barcellona volto ad approfondire alcuni temi del piano industriale recentemente presentato - in quattro anni infatti prevediamo di investire 2,5 miliardi di euro di cui 1,2 miliardi per creare nuovi impianti eolici con la nostra controllata Enertad». Il gruppo si rinnova dunque e punta decisamente a crescere nel settore energia dove è già presente oltre che con Enertad attiva nella produzione di energia eolica anche tramite la Erg Power e Gas che produce elettricità grazie al processo di gassificazione dei residui della lavorazione del petrolio greggio. La società ha anche in programma la costruzione di un rigassificatore in joint venture con Shell a Priolo in provincia di Siracusa.
«Nel 2010 prevediamo di avere un margine operativo lordo attorno al miliardo di euro - ha aggiunto Garrone - di questi ben 500 milioni saranno generati dai risultati provenienti dalla vendita di elettricità e speriamo anche gas se avremo i permessi per la costruzione del rigassificatore». E dunque forse anche Erg farà come Eni che ai nuovi clienti Italgas promette di regalare buoni benzina. Aspettando il 2010 il gruppo vuole crescere anche negli altri settori dove è presente ossia la raffinazione e la rete di distribuzione che subirà nel corso del 2007 un restyling totale, con un investimento di 70 milioni di euro, cambiando soprattutto i colori. E per contrastare l’impatto della liberalizzazione nella vendita della benzina promessa dal ministro Bersani, Erg potrebbe lanciare nuovi chioschi sorvegliati a distanza che permetterebbero di tagliare i costi e quindi di ridurre il prezzo della benzina. Quanto ai problemi italiani soprattutto per quanto riguarda la mancanza di un quadro normativo preciso che frena gli investimenti non solo italiani ma anche esteri il presidente di Erg, Edoardo Garrone, che è anche vicepresidente di Confindustria, ha confermato le preoccupazioni degli industriali. «L’Italia è paralizzata dalla politica - ha detto Garrone - l’esecutivo è condizionato da una esigua minoranza che non vuole riforme strutturali per il Paese, rallentato anche da iter procedurali infiniti». Così mentre la Spagna può già contare su 10 rigassificatori (di cui proprio nel porto di Barcellona con impatto ambientale minimo) e ne ha altri in costruzione, l’Italia ne ha uno soltanto e le procedure per la concessione dei permessi sono molto lunghe. Anche per questo Erg guarda all’estero per investire in Paesi come la Francia o l’Europa dell’est.