Ergastolo per Gatti «Fu lui ad uccidere gli zii nel garage»

Ha fatto a pezzi gli zii Aldo e Luis Donegani, per poi gettarli in un burrone. Guglielmo Gatti si è sempre dichiarato innocente, ma ieri la Corte d’appello di Brescia ha confermato la sua condanna all’ergastolo. Colpevole, secondo i giudici di secondo grado, dell’omicidio avvenuto nel luglio 2005, quando i coniugi Donegani scompaiono dalla villetta di Brescia dove vivono col nipote. Subito si fanno pesanti i sospetti contro Gatti. Il cerchio si stringe e le indagini, aiutate dal luminol del Ris di Parma che identifica macchie di sangue in garage, sotto le scarpe e nella sua auto, puntano su di lui, iscritto all’università ma mai laureato, introverso, al contrario delle vittime. Secondo la Corte d’assise, che nel maggio del 2007 l’aveva condannato all’ergastolo, Gatti ha ucciso gli zii con una ferocia incredibile, li ha sezionati per poi infilarli in un sacco e caricarli nel bagagliaio della sua Punto. Arrivato al passo del Vivione, Gatti avrebbe scaricato i sacchi giù per un dirupo.