Ergastolo al mostro Fritzl. La figlia: paghi a vita

All’unanimità la giuria della Corte d’Assise ha condannato all'ergastolo il padre mostro accusato di incesto, stupro, riduzione in schiavitù, coercizione e omicidio. L'orco ai microfoni: "Accetto la condanna"

Sankt Poelten - Josef Fritzl è stato condannato all’ergastolo e dovrà scontare la pena in un istituto psichiatrico. All’unanimità la giuria della Corte d’Assise ha condannato per omicidio Josef Fritzl, l’austriaco che ha sequestrato e violentato la figlia per 24 anni in uno scantinato di casa dove sono nati tra le tenebre 7 figli-nipoti, uno dei quali morto poco dopo il parto. Al padre mostro austriaco sono stati imputati tutti i capi d’accusa: incesto, stupro, riduzione in schiavitù, coercizione e omicidio.

"Accetto la condanna" Prima ancora che la giudice Andrea Humer gli spiegasse il significato della condanna emessa dal tribunale, Josef Fritzl ha annunciato di accettarla: "accetto la sentenza", ha detto al termine del processo. Il padre-mostro è stato condannato all’ergastolo e a scontare per intero la pena in un istituto psichiatrico. Alla domanda della Humer se avesse capito la sentenza, Fritzl si è limitato a rispondere "sì". Altro sì è giunto dopo la domanda "ha capito le conseguente?". Fritzl ha anche rinunciato a consultarsi col suo avvocato prima di accettare la sentenza. Probabilmente verrà trasferito già in settimana dal carcere di St.Poelten dove si trova dopo l’arresto a fine aprile 2008 in un istituto psichiatrico.

Elisabeth: "Voglio l'ergastolo" Parla anche la figlia, a poche ore dalla condanna di Fritzl Josefl.  "Vuole che l’imputato porti il peso della sua responsabilità fino alla morte", ha dichiarato la legale di Elisabeth, mentre gli otto giurati della Corte d’Asisse di Sankt Poelten, stavano deliberando la sentenza.  La sua cliente, che martedì, nel secondo giorno di processo è comparsa in incognito nell’aula del tribunale, non voleva commentare il processo, ha detto Plaz. Ma l’opinione di Elisabeth è cambiata dopo la confessione piena e non attesa del padre incestuoso: "Ciò che lei ha sentito non era una confessione. Lui minimizza e spera di essere creduto", ha spiegato. Dal punto di vista giuridico, Fritzl ha ammesso un omicidio per negligenza e non un omicidio intenzionale. "Forse spera davvero in una scarcerazione anticipata", ha aggiunto Plaz.

Pena massima
Com’era previsto il procuratore ha chiesto la "pena massima", vale a dire l’ergastolo, contro il padre incestuoso austriaco Josef Fritzl, sotto processo alla Corte d’Assise di Sankt Poelten, nel Land della Bassa Austria, per sequestro e stupro della figlia e omicidio. Oggi è attesa la sentenza. "Mi pento con tutto il cuore - ha commentato l'accusato - non posso farci niente".

La richiesta della procura "C’è stato un omicidio per negligenza, il quale richiede il massimo della pena", ha dichiarato il procuratore Christiane Burkheiser, secondo la quale l’imputato ha "abusato dell’ingenuità delle persone", nascondendo per 24 anni la raccapricciante storia alla sua famiglia, ma anche alle autorità di Amstetten, teatro del dramma a 130 chilometri a ovest di Vienna. Si è aperto oggi alle 9 il quarto e ultimo giorno del processo che vede imputato Josef Fritzl, il 73enne austriaco che ha sequestrato e violentato la figlia Elisabeth per 24 anni, obbligandola a un rapporto incestuoso dal quale sono nati sette figli-nipoti, uno dei quali morti tre giorni dopo il parto nella prigione sotterranea. Fritzl è entrato a volto scoperto nell’aula, accompagnato da una decina di poliziotti in uniforme. Nei giorni precedenti il "padre mostro" si era nascosto dietro una grande cartellina azzurra per non farsi vedere dalle telecamere e i fotografi.