Ergo Sum accusa la Provincia E i media attaccano il Giornale

(...) De Andrè. La notizia l'ha lanciata il Giornale la scorsa settimana ed ora del giornalino universitario Ergo Sum parlano un po’ tutti: la rivista, nel numero di aprile, aveva inserito disegni osceni e immagini blasfeme. Per questo, dopo la denuncia del Giornale, gli enti che lo finanziavano (la Provincia prima e l’Università poi) hanno annunciato che non verseranno un euro al giornalino.
Ieri c'è stata una conferenza stampa dei ragazzi che compongono la redazione di Ergo Sum ed è stata occasione per incontrare molti giornalisti o rappresentanti di enti che si sono interessati alla vicenda. Diversi - e tra questi i giornalisti del TG regionale di Rai 3 - mi hanno chiesto se «non mi vergogni di aver fatto chiudere con gli articoli sul Giornale una rivista di cultura e informazione come Ergo Sum». Nemmeno i ragazzi della redazione ci hanno parlato in questi termini, dimostrando invece correttezza e rispetto pur mantenendo ferme le loro posizioni. Loro accusano invece Provincia e Università di non avere agito con correttezza: «Nessuno ci ha telefonato, ed anzi il Giornale ha pubblicato la notizia prima che la Giunta provinciale si fosse riunita».
I lettori ricorderanno che già il 2 maggio il Giornale aveva riportato le parole del presidente della Provincia, Alessandro Repetto, che si era messo personalmente in contatto con la nostra redazione. «Alle nobili finalità del progetto iniziale hanno corrisposto contenuti, come quelli apparsi sul numero di Aprile 2007, non conformi agli indirizzi istituzionali di questa Amministrazione Provinciale e assolutamente inaccettabili specie nel contenuto blasfemo che deriva dall'associazione di profilattici ed immagini sacre o di vocaboli osceni o ancora ad esplicite esibizioni di parti intime del corpo se non legate ad argomenti strettamente scientifici» ha scritto la Provincia in un comunicato ricevuto anche da Ergo Sum.
Al giornalino hanno espresso solidarietà soltanto Liberazione, quotidiano di Rifondazione, e i Radicali oltre a Sabrina Licheri della Lega Italiana contro la lotta all'AIDS che annuncia la imminente pubblicazione di un comunicato stampa di sostegno, avendo la sua associazione dato come contributo gratuito all'ultimo numero di Ergo Sum una serie di preservativi da consegnare insieme al periodico.
Sul fatto che le finalità potessero essere inizialmente buone ma che i mezzi adottati non siano stati i migliori anche i ragazzi della redazione hanno in parte convenuto. Come riportata anche dal portale Genovatune.net.
A proposito dei finanziamenti pubblici alla rivista, invece, Marco Fiorello di Ergo Sum ha puntualizzato a quanto ammontavano: 4mila euro da parte dell'Università, erogati in due tranche (una sola è dunque giunta alla redazione per il 2007) mentre per quel che riguarda i 2500 euro della Provincia non saranno proprio elargiti, in quanto venivano dati in maniera retroattiva come contributo spese. Pertanto il numero di Aprile (ogni numero costa circa 850 euro + iva) risulta totalmente a spese della redazione.
«Cercheremo di portare ugualmente avanti la rivista coi nostri soldi o di trovare altri che ci finanziano per sostenere quello che noi reputiamo un servizio» hanno dichiarato i redattori. Per questo hanno aperto un conto corrente intestato a Davide Delfino, loro tesoriere.
Non è finita. Scrive l’agenzia Ansa: il numero di aprile di Ergo Sum aveva «in copertina un’immagine del Kamasutra, accompagnata da vignette sul corretto uso del preservativo e da un articolo a favore del profilattico, illustrato dalla foto di un Cristo fasciato in un cellophane, che il Giornale aveva interpretato come un preservativo». Vista la scabrosità delle immagini, nei giorni scorsi abbiamo preferito non pubblicare le pagine della rivista. Lo facciamo ora perché possiate vedere se siamo stati noi ad «aver interpretato» male.