Eriksson evita i tedeschi ma resta senza Owen

Ko la punta inglese. Doppia rimonta della Svezia che sfiderà la Germania

Gian Piero Scevola

Pronti, via e Michael Owen, il “Wonder boy” di Liverpool, Pallone d’oro 2002, ora nel Newcastle, deve salutare il mondiale e nel 2-2 tra Inghilterra e Svezia deve fare solo lo spettatore. Il piede destro che gli resta nel terreno, la torsione del ginocchio e il pasticcio è fatto: senza che nessuno lo contrasti o lo tocchi, Owen crolla a terra, ci resta e poi se ne va malinconicamente in barella, dando l’addio al suo terzo mondiale, durato appena 114 minuti. E’ una brutta botta per Sven Goran Eriksson che, sul ritorno di Owen, puntava decisamente.
Meglio guardare avanti allora e il domani si chiama Ecuador, i sudamericani al posto della temuta Germania che invece se la vedrà con la Svezia. Ma quanta paura per l’Inghilterra e che gran secondo tempo degli svedesi, che le hanno provate tutte per cercare di evitare i panzer di Klinsmann. In campo le migliori formazioni, alla faccia dei diffidati, la posta è troppo grande. Eriksson fa riposare Gerrard, ma nella ripresa è costretto a utilizzarlo per limitare i danni, salvo poi ringraziarlo per il gol vincente. L’Inghilterra ha saputo subito reagire alla sfortuna iniziale e ha trovato un degno alter ego di Owen: quel Joe Cole, 25enne talento cresciuto nel West Ham ed esploso nel Chelsea di Mourinho. Era il più giovane nella nazionale di Eriksson nel 2002, troppo narciso allora, oggi centrocampista esperto e creativo che sa mettersi al servizio della squadra. Proprio da una sua invenzione è arrivato il primo gol inglese: al 33’, defilato una decina di metri fuori area sulla sinistra, ha controllato col ginocchio il pallone respinto dalla difesa svedese, ha alzato la testa per vedere dov’era posizionato il portiere Isaksson e, senza far toccare terra il pallone, l’ha scagliato di destro con una traiettoria a scendere alle spalle del portiere. Isaksson ci ha provato a fermarlo, per quanto è lungo, 196 centimetri, ma la precisione di Cole era da matematico puro e il nuovissimo stadio di Colonia è esploso per una gemma che definire eurogol, o mondiagol, appare riduttivo.
Era partito bene anche Rooney, salvo poi spegnersi e arrabbiarsi non poco quando Eriksson l’ha sostituito, mentre in ombra è apparso Beckham, dedicatosi però a un lavoro oscuro al servizio della squadra. Al 6’ è parato un tiro di Lampard che ci riprova al 12’ di testa su cross di Rooney. Al 20’ Joe Cole spara alto e al 25’ Lucic, in recupero, salva su Rooney che aveva fatto un numero da circo e stava battendo a colpo sicuro. Lampard al 39’ vuole imitare Cole, stessa mattonella, stessa posizione, stesso destro, peccato che il pallone vada alto sulla traversa.
Ma la Svezia, priva dell’infortunato Ibrahimovic. non è stata a guardare e, dopo un primo tempo così così, nella ripresa s’è svegliata e scatenata. Il pareggio arriva al 6’: angolo di Linderoth, testa di Allback che anticipa Beckham (senza che nessun inglese fosse a proteggere il primo palo) e il pallone s’infila alle spalle di Robinson. Brividi inglesi tre minuti dopo: angolo dalla parte opposta, testa di Larsson, braccio malandrino di Carragher e d’istinto Robinson manda contro la traversa. Azione fotocopia al 14’: angolo, testa di Lucic, girata di Mellberg e pallone che schizza ancora contro la traversa. Ma non è finita perchè al 27’ Gerrard, appena entrato, respinge sulla linea un tiro da fuori di Kallstrom dopo una tambureggiante azione degli svedesi. E al 40’ è proprio Gerrard, su delizioso cross del solito Cole, a battere di testa Isaksson. Ma non è finita perchè, proprio al minuto 44 e 50 secondi, la difesa inglese va in amnesia: rimessa laterale di Edman, il pallone rimbalza in mezzo all’area, Campbell sta a guardare e Larsson ci mette la zampata del 2-2.