Eriksson: «I tecnici intascano le bustarelle»

Il «News of the world» pubblica nuove rivelazioni, il mondo del pallone fibrilla. E il ct querela il giornale

Lorenzo Amuso

da Londra

La lunga attesa verso il mondiale in Germania rischia di trasformarsi in un crudele stillicidio per Sven Goran Eriksson, condannato su una perenne graticola mediatica. Avversato dalla stampa britannica, e mai amato dall'opinione pubblica, non passa settimana che il tecnico svedese non sia al centro dell'ennesimo scandalo. Prima per le sue scappatelle amorose, poi per gli incontri galeotti con i dirigenti del Chelsea, ora lo scoop del «fake sheik», il finto sceicco, la trappola che gli ha teso il tabloid News of the world (oltre 3,5 milioni di copie vendute ogni domenica), che ieri ha pubblicato nuove imbarazzanti rivelazioni del colloquio tra lo stesso Eriksson e il giornalista che si è finto un milionario arabo. Invitato qualche settimana fa a Dubai per discutere di una possibile collaborazione con una scuola calcio locale, l'ex tecnico di Roma e Lazio, dopo avere ipotizzato un suo imminente abbandono della nazionale inglese, ha denunciato la corruzione della Premiership. Sotto accusa sono finiti tre manager (di cui il domenicale non ha rivelato i nomi): il primo allena uno dei club più importanti del campionato inglese, il secondo una squadra di primo piano a livello nazionale, il terzo - «il peggiore» - è alla guida di una formazione relegata nei bassifondi della classifica. Tutti colpevoli di intascare sistematicamente bustarelle da dirigenti e procuratori per favorire l'acquisto dei giocatori. Parole strappate da una chiacchierata-tranello che gettano nuovamente nella bufera lo svedese, atteso nei prossimi giorni dalla federcalcio inglese per un chiarimento. «Gli sporchi accordi di Sven», aveva titolato settimana scorsa il News, dedicando sette pagine alla trascrizione del colloquio avuto dallo svedese con il finto sceicco. «Ci era stato detto che Eriksson e i suoi consiglieri stavano cercando nuove e ricche opportunità di guadagno», aveva spiegato il tabloid. Ecco allora l'invito-trappola all'hotel Burj al-Arab di Dubai, il più lussuoso del mondo. Tra un'aragosta e una coppa di champagne, Eriksson si era detto pronto a lasciare la panchina della nazionale con oltre due anni di anticipo sulla scadenza del contratto, consigliando al misterioso emiro l'acquisto dell'Aston Villa, e candidandosi per la panchina al prezzo di 7,5 milioni di euro a stagione (per tre anni). Lingua lunga, anche a proposito di alcuni suoi giocatori. Rio Ferdinand definito «pigro e sopravvalutato», Wayne Rooney «poco educato», Michael Owen «frustrato». L'ultima rivelazione-autogol per il capitano della nazionale dei Tre leoni, David Beckham: «Lo posso chiamare personalmente. Verrebbe domani. Sta a me convincerlo che per lui Birmingham è il posto giusto in cui vivere». L'unica reazione dello svedese finora è stata l'annunciata denuncia ai danni del News per aver infranto il patto di riservatezza. Con ogni probabilità lo svedese di fronte agli ispettori federali negherà le sue stesse parole, salvando così la sua panchina. Ma a questo punto neppure i più azzardati bookmaker accettano scommesse sulla sua soppravvivenza alla guida dell'Inghilterra dopo il mondiale.