Eriksson ritrova Rooney ma non l’Inghilterra

L’attaccante è rientrato nel secondo tempo contro Trinidad&Tobago. Faticosa vittoria inglese con i gol, nel finale, di Crouch e Gerrard

Tony Damascelli

C’è stato un momento, mancavano sette minuti alla fine della partita, in cui Dio invece si salvare la Regina stava preoccupandosi di salvare Eriksson e i suoi leoni spelacchiatissimi. L’Inghilterra era ferma sullo 0 a 0 contro Trinidad Tobago e la cosa non era affatto strana. Perchè la squadra caraibica era riuscita a costruire la ragnatela nella quale erano rimasti bloccati tutti gli inglesi, seguendo il passo lento di Beckham, immagine vera di questa nazionale, così bella ma senza sangue.
Il ritorno di Rooney, dopo quarantasette giorni di tormento, di incubo, di polemiche, aveva svegliato, verso il quarto d’ora della ripresa il gioco degli inglesi. Con Rooney, subentrato a Owen era andato in mischia anche Lennon al posto di Carragher e i due «piccoli» hanno dato un altro ritmo alla tartaruga dsi Eriksson.
La lentezza degli inglesi aveva avuto il suo leader in Beckham e il suo portabandiera in Crouch, autore di almeno tre gaffe con i suoi trampoli, nell’area di Trinidad ben protetta da un altro watusso, Lawrence.
La strategia di Beenhaker, tutti indietro, ben chiusi e pronti ad eventuali contropiede, è riuscita a reggere fino a quei sette minuti dal termine, quando Crouch ha anticipato Sancho e non Lawrence che di lui si era dimenticato per battere il buon Hislop. Era come un segnale, perchè il peggiore in assoluto della comitiva aveva sbloccato risultato e motore degli inglesi. Il raddoppio di Gerrard ha riconciliato con il football, quello vero, un sinistro formidabile, roba del repertorio del ragazzo del Liverpool, ha superato Hislop che già aveva pagato dazio con Gerrard, allora per un destro dalla distanza, nella finale della coppa d’Inghilterra un mese fa a Cardiff.
Vittoria e qualificazione aritmetica, dunque, per l’Inghilterra che non ha comunque dimostrato di valare tutto l’oro del quale luccica. È vero che Lampard ha bruciato tre occasioni con il suo destro dalla distanza, è vero che Joe Cole ha fornito una prestazione di qualità, è vero che Terry e Ferdinand hanno salvato il salvabile ma il portire Robinson ha fatto tremare di paura il popolo inglese che, stravolto dalla canicola e dalla birra, stava seminudo in gradinata ed è anche vero che Beckham non può esibirsi ma deve assolutamente incidere maggiormente sul gioco.
Eriksson può essere comunque felice di avere recuperato Wayne Rooney che è l’uomo che può davvero rilanciare il gioco della squadra. Chiedo scusa a Crouch ma può tirarsi da parte baciando il prato che gli ha permesso la vetrina mondiale.
Trinidad e Tobago ha ribadito la prova furbastra offerta contro la Svezia ma stavolta non ha avuto la stessa fortuna finale. Allora era stata addirittura frenata da una espulsione, ieri sera non è stata agevolata certo dall’arbitraggio del giapponese Kamikawa ma di più, i caraibici, non potevano fare, avendo anche rischiato in un paio di occasioni il gol, con S. John, spinto da Carragher al momento della deviazione di testa dopo un’uscita assurda di Robison e con Glenn subentrato nella fase finale, autore di un gol bello ma realizzato in fuorigioco.
Il totale premia Eriksson che a questo punto può affrontare il suo derby personale contro la Svezia senza particolari assilli. Ieri, nel dopo partita, si è anche sfogato, come può sfogarsi uno svedese: «È finita la saga Rooney, ci eravamo stufati di questa storia, ogni giorno in prima pagina. Parliamo d’altro».
Sarebbe meglio di no, please.