Ermanno il Giudeo

Non sappiamo qual fosse il suo nome prima del battesimo. Era un ebreo di Colonia, nel XII secolo. A un certo punto dovette recarsi a Münster per accordarsi col vescovo Ecberto circa le modalità di pagamento di un debito. L’ospitalità del vescovo, protrattasi alcuni giorni, lo interessò al cristianesimo, verso il quale, fino a quel momento, aveva provato avversione. Al ritorno, la sua famiglia fece presto ad accorgersi del cambiamento avvenuto in lui e cominciarono i dissapori. Per dimostrare che si trattava di un semplice interesse culturale e nulla più, l’uomo decise di prendere moglie e accettare la correligionaria che la famiglia gli aveva scelto. Ma questo stato di cose, anche dopo il matrimonio, non durò molto. Dall’interesse culturale si passò alla simpatia e da questa all’attrazione irresistibile. Alla fine, ripudiato dai suoi e dall’intera comunità ebraica cittadina, se ne andò a chiedere il battesimo, dal quale gli venne il nome Ermanno. E fece anche di più: prese l’abito dei religiosi premostratensi nel monastero di Kappenberg. Qui, dopo gli studi, nel 1134 fu ordinato sacerdote. Dieci anni dopo, eccolo eletto preposto al monastero di Schelda. Sembra che abbia scritto una biografia di s. Goffredo di Kappenberg. Spronato da più parti, vergò anche una storia della sua conversione, che fu molto letta nel Medioevo e, secondo i più, costituisce un vero piccolo gioiello letterario: De conversione sua opusculum, nel quale sono riportate anche le sue dotte discussioni col celebre Ruperto di Tuy. Ermanno di Kappenberg, il Giudeo, morì quasi novantenne nel 1198.
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