«Ero a favore di Englaro, ora non più»

2 IL DUBBIO
Quel cuore

forse batte ancora
Stimato Direttore, ero a favore della sentenza pronunciata dalla Cassazione. Ero a favore di Beppino Englaro. Pensavo davvero che Eluana non fosse che un vegetale. Pensavo a quanto erano crudeli quelli che per forza volevano farla vivere… in quello stato. Poi ho letto la lettera di Mimmo Raso sul suo giornale. Si, ho letto e non ho trovato più neanche una delle certezze che avevo prima. Mano a mano che scorrevano le parole, si sfaldava tutto il castello di convinzioni e regole che mi ero costruito. Sbriciolato via come foglia al vento. Si direttore, perché Mimmo Raso mi ha lasciato nel dubbio che il cuore della moglie come quello di Eluana potrebbe davvero battere, sentire… E se davvero fosse così, sarebbe orribile uccidere una persona che non può gridare, che non può urlare… Eluana potrebbe sentire tutto e noi non possiamo fare finta di niente.

Genova
2 LO STUDENTE DI LEGGE
Una dignità

non ancora perduta
Caro Direttore, ho letto la lettera di Mimmo Raso e ho subito sbarazzato la mia mente dal pregiudizio perché credo che una testimonianza di questo tipo abbia un valore umano enorme. Ho riflettuto parecchio prima di scrivere. Fino a ieri avrei detto che del dolore della famiglia Englaro bisogna avere solo rispetto senza alcun giudizio. Infatti non ero pienamente convinto sulla dignità di vita di Eluana. Mimmo Raso mi ha fatto notare però che in Eluana come in sua moglie ci sono ancora «cuori che battono». Non avevo mai pensato a questa dimensione così «carnale», oggi credo che anche senza evidenti segni di reazione, probabilmente quei corpi potrebbero sentire qualcosa, potrebbero cercare disperatamente di dirci qualcosa semplicemente con un battito di ciglia, potrebbero volerci dire qualcosa che non potranno mai urlare. Oggi parlano tutti di testamento biologico, non si sente dire altro in merito ad Eluana Englaro. Lei come Piergiorgio Welby diventano icone della libertà di cura, della libertà di vivere e anche ahimè di morire. Ma mentre con Piergiorgio Welby questa libertà comunque mi sembrava rispettata, con Eluana non riesco a considerarla tale. C’è un conflitto di interesse tra il ruolo del padre e il ruolo di lui tutore. Studio Legge a Genova e il mio approccio alle questioni «legali» è sempre laico, qui non sono influenzato da nessuna ispirazione religiosa. Ho dei dubbi e di fronte al dubbio vale sempre il principio «pro reo». Spero solo che nella volontà attuale di Eluana ci sia il desiderio di morire la richiesta di vivere. Altrimenti davvero Eluana sarebbe uccisa con la complicità della magistratura.
Gabriele De Luca
La Spezia
2 ALLA MOGLIE
Una splendida

dichiarazione d’amore
Caro Direttore, mi è stato ancora suggerito di leggere il «Giornale» ieri. Sono stata contenta di questo, non immaginavo di trovare sul suo quotidiano tanta sensibilità verso temi a me molto cari. Che bella la lettera di Mimmo Raso, che coraggio, che forza dalle sue parole. Grazie per averla pubblicata. La testimonianza di quest'uomo è un vero inno all'amore. Quell'amore appassionato, fedele, che riesce a dare anche quando non riceve più nulla. Quell'amore che ha la forza, di donarsi senza sperare più. Quell'amore che è capace di lottare contro tutto e contro tutti. Si questa lettera di Mimmo Raso è una splendida dichiarazione d'amore alla moglie. E mi ha commosso. Abbiamo dimenticato, troppo presi dai nostri egoismi e dalle nostre piccole certezze, quanto grande possa essere la sofferenza che patiscono certe persone. Abbiamo dimenticato il dolore. Mimmo Raso ce lo ha ricordato. Ma ci ha ricordato che esiste un altro modo di affrontare la sofferenza. Sì, ci ha dimostrato che si può continuare ad amare e lottare, non rassegnandosi mai. Perché se ti rassegni, la sofferenza, il dolore hanno il sopravvento e ti distruggono. Ti annientano. Mimmo Raso ci ha ricordato che il cuore della moglie batte ancora. Come batte ancora quello di Eluana. Ma per sentirlo dobbiamo fare silenzio. Dobbiamo chiudere gli occhi. Beppino Englaro dovrebbe provare… ad ascoltare il battito del cuore della sua bambina… Grazie direttore per aver fatto parlare il cuore…
Francesca Anselmi
Genova
2 PERSONE VIVENTI
Una testimonianza

che ci fa riflettere
Caro Mimmo Raso, grazie per la sua testimonianza. Le sue parole ci hanno commosso. Il coraggio e la forza della sua testimonianza ci fanno comprendere che bisogna parlare, ascoltare ma soprattutto affrontare insieme questi problemi. È triste per noi parlare di fine vita, soprattutto dopo la clamorosa sentenza con la quale la giovane Englaro è stata condannata a morte. Per la prima volta, nel nostro Paese una cittadina italiana muore per una sentenza. Si, perché Eluana non vive grazie all'accanimento terapeutico, è semplicemente nutrita e dissetata attraverso un sondino. Quando si sospenderanno idratazione e alimentazione, Eluana morirà di fame e di sete e non di malattia. Qui non possiamo chiamare in causa la solita «battaglia degli uccelli», qui parliamo di un essere umano che vive e che respira. Le sue parole però mi hanno fatto riflettere parecchio ed ho cercato di comprendere la sua realtà. E ad oggi nessuno può negare che Eluana Englaro, come la moglie di Mimmo Raso, siano persone viventi.
Eraldo Ciangherotti
Presidente Federvita Liguria