«Ero troppo agitata La terapia anti-panico fu ascoltare Venditti»

Rossella Brescia, come stava la notte prima degli esami?
«Malissimo. Ero in apprensione, in tensione. Meno male che c'era la canzone di Venditti («Notte prima egli esami»). Ha fatto da colonna sonora a tutta la maturità».
Alla fine andò bene?
«Sì, presi 48, anche perché avevo sempre voti alti, tranne in scienze e matematica, infatti avevo scelto il classico».
Insomma, era una secchiona?
«Mi piaceva studiare, soprattutto le materie umanistiche, anche se in italiano avevo un sei risicato».
Come mai?
«La prof di italiano mi odiava e riusciva sempre a trovare qualche cavillo, perché i cavilli volendo si trovano. Mi accusava di studiare poco e di preferire la danza».
Poi alla fine scelse la danza, però...
«Ho sempre fatto danza, fin dalle elementari. Poi ho lasciato Giurisprudenza per iscrivermi all'Accademia».
Mai avuto lacune, al liceo?
«Un anno mi ritrovai 7 in condotta. Avevo organizzato un'occupazione nella mia scuola e mi beccarono».