Eroi di Nassirya, il monumento dimenticato

Il sottosegretario Bono scrive a Marrazzo, Gasbarra e Veltroni

Pietro Calvisi

Il progetto per la realizzazione del monumento in onore dei caduti di Nassirya ancora non parte. A denunciarlo è per l’ennesima volta Nicola Bono, sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali, che con una lettera inviata al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, al presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra e al sindaco di Roma Walter Veltroni rinnova l’invito affinché venga fissata, il prima possibile, una data in cui incontrarsi per nominare la commissione che dovrà stilare il progetto per la realizzazione del monumento in memoria degli eroi di Nassirya. «Non capisco - dichiara il sottosegretario - il motivo alla base dell’inerzia da parte dei tre enti territoriali laziali, circa l’invito a concordare la nomina della commissione che dovrà scegliere il bozzetto dell’opera da realizzare, così come stabilito dal protocollo stipulato tra il ministero, la regione, la provincia e il comune di Roma».
Tale protocollo è stato firmato, infatti, il 16 febbraio dopo che gli enti interessati avevano individuato il sito in cui realizzare l’opera che prima si pensava di posizionare al posto della Stele di Axum, presso il Circo Massimo, e poi si decise definitivamente di costruire all’interno del parco Paolino (o parco Schuster), nel quartiere Ostiense. Per quanto riguarda il recupero dei fondi proprio questa estate, l’ex presidente della provincia di Roma e attuale sottosegretario alle Infrastrutture Silvano Moffa, ha garantito il finanziamento di un milione di euro all’interno dei fondi destinati per il progetto «Roma Capitale». A questo punto, individuato il sito, firmato il protocollo d’intesa fra le parti e soprattutto ottenuti i finanziamenti non si capisce come mai la Regione, la Provincia e il Comune non riescano a nominare i loro tecnici di competenza.
Se lo chiede anche il sottosegretario Nicola Bono augurandosi «che a circa otto mesi dalla firma del protocollo, due precedenti sollecitazioni e, soprattutto, a quasi due anni da quel 12 novembre nel quale persero la vita ben 19 italiani, sia giunto il momento per porre fine a una trafila burocratica che sta ritardando fin troppo i tempi per la realizzazione del tributo che il nostro paese deve a chi ha donato la propria vita al servizio della patria».