Gli eroi di Sanremo suonano in libreria

Secondi a Sanremo tra i giovani. Autori di un brano non scontato, capace di discostarsi dagli obsoleti canoni musicali del festival. Si chiamano La Scelta, sono romani e Il nostro tempo già si ascolta frequentemente in radio. Una canzone ricca di percussioni e sonorità africane, che dimostra l'interesse e la curiosità della band per le influenze artistiche più disparate. Il tutto impiantato su un rock solido e ben costruito, frutto di dieci anni di esperienza live. Il cantante Mattia Del Forno ha raccontato al Giornale la sua band (Fabrizio «Raguk» Ferraguzzo al basso, Emiliano Mangia alle chitarre, Roberto Cardelli al piano e alle tastiere, Francesco Caprara alla batteria).
Com’è stata l’esperienza sanremese?
«Ci ha ripagato di tanti sforzi e di tanto lavoro. Eravamo in un momento difficile, un po’ sfiduciati. Poi è arrivata quest’occasione e abbiamo cercato di portare una cosa che uscisse un po’ dagli standard del festival. Per dieci anni abbiamo suonato senza tregua, accumulando esperienza e sicurezza nel live e nella capacità di composizione. Non possiamo rimproverarci nulla».
C’era tensione, sul palco e dietro le quinte del Festival?
«Abbiamo fatto centinaia di serate, ma i primi 20 secondi sul palco dell’Ariston sono stati difficili. Però avevamo scelto di affrontare l’esperienza in maniera serena ed è andato tutto bene. Ci bastava andare lì e fare bella figura, il secondo posto è un premio in più. Inoltre abbiamo fatto amicizia con molti colleghi, non c'era tensione, non c’era competizione accesa».
Come nasce il suono della band?
«Siamo influenzati dal rock inglese. All’inizio suonavamo cover dei Coldplay, poi abbiamo iniziato a scrivere pezzi nostri. Siamo accomunati dalla passione per gli U2, ma ogni membro della band porta influenze diverse. Io scelgo il rock melodico, Francesco (il batterista) ama i Queen. L’idea di aggiungere sonorità etniche e percussive al brano sanremese nasce dall’elaborazione di esperienze personali. Abbiamo amici di origini africane e cubane, è stato bello assorbire la loro cultura e portarla nella nostra musica».
Quando vi vedremo dal vivo?
«Abbiamo in programma una serie di spettacoli acustici nelle librerie e nei grandi negozi di dischi, poi sicuramente daremo il via al tour vero e proprio. So che è già in programma una data importante a Roma. Nel frattempo i nostri concittadini potranno ascoltarci giovedì 27 marzo alla Mondadori di via del Corso, alle 18».