Le eroine pucciniane rivivono alla Scala con la voce di Dessì

Ha raggiunto il palcoscenico per cantare Giuseppe Verdi 245 volte, e 204 per dare voce a pagine di Giacomo Puccini, il «Re» e il «Principe ereditario» dei compositiori italiani. E se si calcola che in tutto la quota di performance ammonta a circa ottocento, si capisce come i due compositori italiani siano particolarmente nelle corde di Daniela Dessi, soprano dalla voce pura e cristallina, e dal porgere raffinato.
A lei e al pianista Marco Boeri va il compito di avviare la serie di recital di canto alla Scala, lunedì 19 (ore 20), con un programma in odore di Francia, in altalena tra le prelibatezze di Gabriel Fauré e le evanescenze di Claude Debussy. Ovviamente il soprano non poteva che chiudere con una collana di pagine pucciniane, lei che è stata la prima cantante occidentale a vestire il ruolo di Butterfly (una delle opera di punta di Puccini) a Nagasaki, Tokio e Kobe.
A Milano, la Dessì fa un po’ gli onori di casa se si considera che alla Scala ha cantato più volte, vestendo i panni di Elisabetta di Valois in Don Carlo, di Alice Ford in Falstaff, di Cho Cho San in Madama Butterfly e delle protagoniste in Tosca e Adriana Lecouvreur. Nata a Genova nel ’57, ha completato gli studi di canto al Conservatorio di Parma e presso l’Accademia Chigiana di Siena. Dopo aver vinto il primo premio al Concorso Internazionale indetto dalla Rai nel 1980, ha debuttato con La serva padrona di Pergolesi. È compagna di vita e d’arte del tenore Fabio Armiliato. La serie di recital prosegue con artisti di vaglia come Ben Heppner, Olga Borodina, Thomas Quasthoff in abbinata a un pianista d’eccezione come Daniel Barenboim.