Eros «canta» da Woodcock E ora spuntano gli sceicchi

Ramazzotti convocato a Roma dal Pm potentino per l’inchiesta vip, che coinvolge anche alcuni principi arabi

Antonio Lucano

Il cantautore Eros Ramazzotti ieri ha «cantato» a Roma. Non si è trattato però di un concero, ma di una deposizione giudiziaria. A convocarlo in un ufficio di polizia è stato il pubblico ministero di Potenza Henry John Woodcock, titolare della cosiddetta «inchiesta vip», che coinvolge esponenti del mondo dello spettacolo e del calcio.
Il pm, sulla base delle informazioni raccolte nel corso dell'indagine, sta verificando la circostanza secondo la quale, alcuni anni fa, Eros Ramazzotti - che nell' inchiesta è persona offesa - avrebbe pagato una somma di denaro al fotografo Fabrizio Corona per non far pubblicare alcune foto che ritraevano l'ex moglie dello stesso Ramazzotti, Michelle Hunziker, alle Maldive in atteggiamento compromettente con l'ex conduttore televisivo Marco Predolin. Il pagamento della somma da parte di Ramazzotti riuscì effettivamente a bloccare la pubblicazione delle foto, che, tuttavia - sempre secondo l'ipotesi all'esame del pm - rimasero nelle mani di Corona. Il fotografo, qualche anno dopo - in base agli elementi finora raccolti dall'accusa - tornò alla carica con le stesse foto, tentando di ottenere una somma di denaro dalla Hunziker, ma la show girl si rifiutò di pagare.
Intanto nell’indagine spuntano anche dei non meglio precisati «sceicchi arabi»: nuovi e facoltosi protagonisti nel presunto giro di prostituzione e consumo di droga con starlettes e aspiranti show girl nel ruolo di «esche» per incastrare «nomi grossi» del mondo dello showbiz. Un caso in particolare sarebbe stato quello di una ragazza sudamericana procacciata da un intermediario italiano ad alcuni ricchi uomini d'affari arabi. L'incontro sarebbe avvenuto su uno yacht. E mentre proseguono le inchieste del sostituto Woodcock, al ministero di Grazia e giustizia stanno terminando i preparativi per l'ispezione alla procura lucana disposta dal ministro Mastella sulla fuga di notizie. Gli ispettori potrebbero raggiungere il capoluogo lucano già domani: a loro toccherà verificare se le notizie divulgate sulle delicate indagini provengono dalle sedi giudiziarie o dagli indagati.
Da parte sua Fabrizio Corona - titolare dell'agenzia fotografica nell'occhio del ciclone per le foto osé che avrebbe venduto ai vip per non pubblicarle - si dichiara tranquillissimo e sostiene che «questa storia delle estorsioni non esiste. Non ho paura che mi arrestino ma, se avverrà, scriverò un libro e venderò copie a palate». Ma nel «toto-ricattati» spunta anche il nome di Lapo Elkann, anche lui rischiò di cadere in trappola.
L'inchiesta di Potenza ha seguito infatti una pista che arriva fino a Torino. Là, sembra che l'organizzazione dell'impresario e del fotografo, Lele Mora & Fabrizio Corona, abbia bussato persino alla porta della Fiat per vendere un'intervista a Patrizia, il trans presente durante il malore del rampollo della famiglia Agnelli provocato da un'overdose. E questo già dai primi momenti del tragico ricovero in ospedale del giovane. Ma i piani alti del Lingotto rifiutarono.